Nove centri urbani italiani su 14 hanno oltrepassato, al 30 giugno, i 35 giorni concessi per il superamento dei limiti previsti dalla normativa di settore per le polveri sottili (Decreto Ministeriale n.60 del 2002), ovvero 50 microgrammi a metro cubo. Preoccupazioni destano pure le concentrazioni di ozono e biossido di azoto, i cui nuovi valori limite entrano in vigore nel 2010. E’ quanto è emerso dal II Rapporto Apat "Qualità dell’ambiente urbano" presentato oggi a Roma. Nel I rapporto APAT sulla qualità dell’ambiente urbano del 2004 veniva presentata la situazione in termini di qualità ambientale nelle otto maggiori città italiane. Tra i temi più caldi la qualità dell’aria e i trasporti.

La città più inquinata è Torino, con 104 giorni di superamenti, seguita da Bari (91), Venezia (87) e Milano (80), Roma (67), Firenze (63), Cagliari (55), e Palermo(41). Il settore trasporti si conferma di gran lunga il principale fattore di pressione per quanto riguarda le emissioni di PM10, di ossidi di azoto (precursori del PM10 secondario e di ozono), di benzene, di composti organici (precursori del PM10 secondario e di ozono), di monossido di carbonio, ed è quindi il settore su cui si devono indirizzare principalmente i provvedimenti. Pure rilevante è nei mesi invernali e per le città del Nord il contributo del riscaldamento domestico.

L’Apat punta quindi il dito sul traffico che "aggrava la congestione e rende problematica l’ulteriore riduzione delle emissioni in atmosfera di inquinanti e l’inversione di tendenza delle emissioni di gas serra. Il tasso di motorizzazione colloca l’Italia al secondo posto nelle statistiche europee tra i paesi con il maggior numero di autovetture per abitante ed al primo posto in un confronto internazionale sulle aree urbane". Un anno difficile il 2005, secondo il rapporto, visto che nonostante i provvedimenti di restrizione del traffico molte città hanno esaurito i 35 giorni concessi di superamento già nei soli primi 3 mesi dell’anno.

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