Qual è il futuro per l’agricoltura italiana? A questa e ad altre domande ha tentato di rispondere la giornata di studio su bionergie e biomateriali, dal titolo "No food: agricoltura di frontiera", organizzata a Roma da Coldiretti e Greenaccord. L’incontro di oggi ha affrontato il tema della produzione agricola non alimentare (biomasse a fini energetici e materie prime vegetali a vario uso), da cui può nascere il rilancio del settore. In particolare è stata focalizzata l’attenzione sui biomateriali, come i biopolimeri quali sostituti della plastica derivante dal petrolio.

"E’ necessario sfatare alcuni luoghi comuni sull’agricoltura del nostro Paese: non si tratta di un settore fermo, ma dinamico ed in forte crescita – ha dichiarato Franco Pasquetti, Segretario Generale di Coldiretti. "Occorrono però – ha continuato Pasquetti – scelte di discontinuità, che aprano il campo a diverse esperienze". In tal senso si inseriscono "le nuove opportunità offerte ad un’agricoltura rigenerata anche nello sviluppo di prodotti biodegradabili e di alternative energetiche meno inquinanti". Durante l’evento sono stati esposti oggetti di uso comune derivanti dalle coltivazioni, come posate, bicchieri, penne, fazzolettini, giochi per bimbi ed animali ed altro, realizzati e presentati da Novamont, società da tempo impegnata nella realizzazione dello sviluppo sostenibile. "Si tratta – ha proseguito il Segretario di Coldiretti – di bioplastiche che, ricavate dall’amido di mais, grano e patata (Mater-bi), assicurano caratteristiche e prestazioni dei materiali tradizionali, ma consentono di risparmiare energia, contribuiscono a ridurre l’effetto serra e si trasformano alla fine del proprio ciclo vitale in fertile humus". Producendo bioenegie e biomateriali, l’agricoltura italiana è in grado di risolvere diverse problematiche: la crisi del proprio comparto, l’emergenza ambientale, ed il fabbisogno energetico nazionale.

Alessandro Bozzini, del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, si è soffermato sulla necessità di sfruttare le risorse derivanti dal patrimonio boschivo e forestale, sulle fonti di biogas derivanti dagli allevamenti zootecnici, sui biocarburanti (bioetanolo e biodiesel), da tempo utilizzati per il trasporto automobilistico in paesi come il Brasile e gli USA; sul bioidrogeno ricavato da sostanze organiche di provenienza vegetale; sui biomateriali da utilizzare per fini tessili ed industriali.

Dopo l’esposizione delle relazioni scientifiche, sono intervenuti al dibattito i responsabili dell’Agricoltura dei due schieramenti politici. L’On.Luca Bellotti, Consigliere sulle Bioenergie del Ministro dell’Agricoltura, ha sottolineato la necessità di ampliare il settore, dato che non è sufficiente puntare sulla produzione alimentare di qualità (DOP e IGP). "Serve una nuova politica agricola nazionale – ha dichiarato Bellotti -. Il via è stato dato dal recente decreto agricoltura. Ora tale comparto deve rendersi protagonista, con contratti di filiera e compartecipazione con l’industria per la produzione di biomateriali e bioenergie. Compito della prossima legislatura – ha concluso l’onorevole – sarà la semplificazione normativa; l’armonizzazione dei contratti sull’agricoltura nelle varie regioni; lo sviluppo dei biocarburanti; la creazione di fondi di rotazione a disposizione degli agricoltori in favore di iniziative energetiche".

"Il tema delle fonti alternative è un problema centrale, ma in Italia manca ancora un piano nazionale sulle bionergie – ha affermato l’On.Luca Marcora, Responsabile Agricoltura dell’Unione. Bisogna invece agire strutturalmente per dare certezza sulle norme e per risolvere la crisi del settore agricolo ed energetico. Occorre inoltre procedere all’abbattimento delle accise, dato che senza incentivi fiscali, l’obbligo di rimiscelazione previsto dall’ultimo decreto finirà per ricadere sulle tasche dei consumatori". Secondo l’esponente dell’Unione non servono grandi impianti per la produzione di bionenergie, ma strutture di dimensione locale adeguata, legate al territorio ed alla produzione agricola. In ultimo l’On.Marcora ha fatto cenno ad un grande piano forestale nazionale per valorizzare ed utilizzare le risorse boschive, oltre che ad un serio impegno a favore della ricerca in agricoltura.

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