Secondo studi recenti, ogni anno in Europa sono circa 400.000 i decessi prematuri attribuibili all’inquinamento atmosferico e oltre 100.000 i ricoveri ospedalieri in più a causa di malattie dovute agli attuali livelli di particelle sospese nell’aria. Questa situazione per l’UE si traduce in una perdita di miliardi di euro in termini di costi di produttività e il rischio per la salute pubblica e’ paragonabile a quello degli incidenti in automobile o del tabagismo.

Aria migliore in Europa dunque per salvare più vite. E’ l’obiettivo della nuova strategia proposta dalla Commissione per combattere l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria. La strategia si propone di ridurre del 40% da oggi al 2020 il numero dei decessi prematuri attribuibili ogni anno alle patologie legate all’inquinamento atmosferico. Al tempo stesso la strategia contribuirà a circoscrivere sensibilmente la superficie di foreste e degli altri ecosistemi compromessi dagli inquinanti atmosferici.

Nel mirino della nuova strategia le polveri sottili, il particolato e tutti gli agenti che contribuiscono alla formazione dell’ozono troposferico, le sostanze cioè che, contribuiscono pesantemente a produrre effetti anche nefasti sulla salute oltre sull’ambiente. La legislazione europea ha già contribuito al miglioramento della qualità dell’aria riducendo la quantità di piombo presente nella benzina e il limite di emissioni da trasporto su strada e da processi industriali. Significativo e’ poi il numero delle direttive volte a monitorare le emissioni provenienti da fonti specifiche quali, ad esempio, gli impianti termici, i motori di veicoli agricoli e forestali, i solventi e le vernici.

Malgrado i miglioramenti introdotti in materia di qualità dell’aria ( rispetto a 20 anni fa si e’ in genere verificata una riduzione del 90-95% delle emissioni di sostanze inquinanti prodotte dai singoli veicoli e dalle centrali elettriche) grazie alla produzione e legislativa e a interventi di settore, tecnologici e scientifici, l’inquinamento atmosferico continua a incidere sulla salute umana e l’ambiente.

I benefici della strategia non sarebbero solo di carattere sanitario e ambientale: la riduzione dei decessi, la diminuzione delle patologie e della relativa ospedalizzazione, il miglioramento delle prestazioni e della presenza dei lavoratori e della manodopera in uffici e industrie comporterebbe un risparmio conteggiabile in ben oltre 42 miliardi, cinque volte il costo della attuazione della strategia, a conferma che prevenire e fronteggiare i problemi ambientali rappresenta anche un vantaggio economico.

La prima azione forte della strategia e’ costituita dallo forzo di riordino e razionalizzazione di tutta la materia giuridica, dalla direttiva quadro esistente sulla qualità dell’aria, a tutte le direttive ”figlie”, in modo da organizzare con più efficacia e da alleggerire e semplificare della metà i testi, aggiungendo invece misure più moderne in materia di comunicazione dei dati. Si propone inoltre misure più drastiche per quanto riguarda la concentrazione di particelle e articolato e limiti più severi concordati con gli Stati membri nelle regioni a più alto rischio, dove si verificano con più frequenza sforamenti dai valori massimi anche in considerazione delle condizioni atmosferiche.

La Commissione Ue si propone anche una revisione della direttiva sui tetti di emissione nazionali e una probabile revisione e aggiornamento delle norme Euro 5. La strategia prevede dunque una revisione dell’applicazione delle direttive concernenti la qualità dell’aria, il miglioramento del controllo, la definizione di priorità per nuovi interventi e il controllo delle aree sensibili in cui la densità delle emissioni risulta particolarmente elevata, oltre alla divulgazione di informazioni al pubblico.

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