La Corte di Giustizia Ue con sentenza del 23 novembre 2006 boccia l’esenzione italiana dalla Via (valutazione impatto ambientale) per gli impianti di recupero che operano in procedura semplificata; il recupero, pur preservando le risorse naturali, può avere ripercussioni ambientali pesanti. La condanna è la conseguenza della bocciatura delle disposizioni normative italiane che, esentando gli impianti di recupero dei rifiuti che operano in procedura semplificata, non considera che la interpretazione della dizione di smaltimento contenuta nella direttiva 85/337/Cee è indipendente da quella contenuta nella direttiva madre sui rifiuti (75/442/Cee) e comprende, visto il loro potenziale impatto ambientale, tutte le attività di recupero.

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