Andare a prendere una buona boccata d’aria in montagna non sempre è una buona idea. Lo rivelano i dati di Cortina e Courmayeur dove in questi giorni l’inquinamento da polveri sottili ha raggiunto livelli di allarme paragonabili a quelli di metropoli come Milano. Il dato sconcertante emerge dai primi dati raccolti da "Carovana delle Alpi" di Legambiente.

Nonostante le condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti, l’analisi di Legambiente mette in luce la presenza di situazioni di pesante sofferenza sia a Cortina che a Courmayeur, dove, nonostante la recente riapertura parziale del tunnel del Frejus, i fumi dei motori diesel dei TIR suggeriscono di tenersi ben lontani dall’arteria internazionale del Monte Bianco. Migliore, almeno in questi giorni, il quadro offerto dalle altre località monitorate: Bormio, in Alta Valtellina, e il Passo Pordoi, nonostante qui il traffico turistico sia causa di altri disturbi (in particolare acustici) estremamente fastidiosi a questa quota.

All’aria sopraffina dell’alta quota fa dunque da contrappeso la qualità mediocre dell’aria dei centri urbani di fondovalle, che in agosto finisce con l’essere anche peggiore di quella di una grande città come Milano.

"In termini assoluti i livelli di inquinamento riscontrati non sono altissimi– ha dichiarato Damiano Di Simine, responsabile della campagna – anche perché nel periodo di monitoraggio il tempo è stato generalmente clemente, con abbondanti perturbazioni che hanno garantito un efficace ricambio d’aria. Appare significativo però il confronto con i valori di una metropoli come Milano, con concentrazioni di sostanze tossiche che – come detto – in alcuni centri montani sono doppie rispetto a quelle urbane nello stesso periodo".

Comunque le condizioni climatiche, l’accentuata variabilità meteorologica e la buona ventilazione assicurano una vacanza alpina forse un po’ troppo fresca, ma sicuramente da godere a pieni polmoni per quanti si trovano nelle località montane in questi giorni, a condizione che si tengano lontani dai centri urbani e dalle arterie di traffico.

"La qualità e la salubrità dell’aria – prosegue Di Simine – è una delle motivazioni che spingono i turisti a scegliere una vacanza montana: per questo è necessario che le amministrazioni e gli operatori investano in proposte e progetti capaci di ridurre drasticamente il traffico e lo smog: qualcosa di importante in questo senso è stato fatto quest’anno in Val Venosta, dove la riattivazione della ferrovia Merano – Malles ha portato nuovi flussi di visitatori ed ospiti, restituendo impulso all’economia turistica della valle: ma questo esempio, premiato dalla Carovana delle Alpi, è ancora un caso isolato, a differenza di quanto si osserva nelle vicine e sempre più competitive località alpine di Austria e Svizzera".

Si ricorda che la campagna estiva di misurazione degli inquinanti della Carovana delle Alpi di Legambiente è iniziata con il monitoraggio delle micropolveri in quattro diverse località alpine ma proseguirà nelle prossime settimane con la ricerca di ozono, biossido d’azoto e idrocarburi aromatici in altre venti località.
Per ulteriori informazioni visitare il sito www.legambiente.it


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