Da un’inchiesta portata avanti da Eurobarometro, sull’opinione dei cittadini in relazione alla biodiversità, è risultato che circa il 90% degli europei considera la diminuzione di biodiversità come un grave problema. Le preoccupazioni maggiori sono per il declino e la sparizione di speci di animali e vegetali, di indigeni e di ecosistemi. E’ in Grecia, Portogallo e Romania che i cittadini si sono mostrati più preoccupati e, in generale, gli europei sono più sensibili alla diminuzione della biodiversità a livello mondiale, che nel loro Paese.

Il Commissario responsabile dell’ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: "L’impoverimento della biodiversità è irreversibile. Dagli anni ’70, l’Unione Europea si è impegnata nella protezione della natura, ma noi non mostriamo di fare grandi sforzi per raggiungere gli obiettivi che ci siamo fissati, come quello di arginare la diminuzione di biodiversità nel nostro continente entro il 2010. Quest’obiettivo necessita che tutti i cittadini dell’UE cooperino per garantire il buono stato di salute degli ecosistemi".

Il 27% degli europei pensa che l’inquinamento dell’aria e dell’acqua e le catastrofi d’origine antropica, come le maree nere e gli incidenti industriali, siano le minacce più grandi che pesano sulla diversità biologica. Il 19% è preoccupato per il cambiamento climatico, il 13% per l’intensificazione dell’agricoltura e la deforestazione. Comunque, anche se solo un quinto degli interrogati si considera attualmente toccato dalla diminuzione della biodiversità, il 70% pensa che questo fenomeno avrà effetti sul loro futuro e su quello dei loro figli.

Quindi per il 93% degli europei preservare la diversità biologica è un obbligo morale per le generazioni attuali, che sono considerate come i guardiani della natura. Il 75% dei cittadini dell’UE è inoltre cosciente degli effetti economici negativi che la perdita di biodiversità causa. Due terzi degli europei dichiara di aver già compiuto uno sforzo personale e un quinto degli interrogati si dice pronto ad agire se sapesse bene cosa fare per arrestare questo fenomeno.

La pietra miliare della politica comunitaria in materia di biodiversità è la risoluzione Natura 2000, risoluzione, estesa a tutta l’UE, sulle zone di protezione naturale per le specie minacciate e gli abitanti più preziosi d’Europa. A novembre 2007 tale risoluzione è stata allargata di circa 90mila km quadrati, ma nonostante la sua consistenza, l’80% degli europei non ne ha mai sentito parlare.

Nel 2006 una comunicazione della Commissione europea ha definito un piano d’azione che comprende misure concrete e stabilisce le responsabilità dell’UE e degli Stati membri nella realizzazione di quest’obiettivo. Quest’anno sarà lanciata una campagna di comunicazione per incoraggiare gli europei a proteggere la diversità biologica.

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