Temperature in aumento e piogge più scarse. Così il clima in Italia è cambiato negli ultimi 200 anni secondo quanto emerso da uno studio condotto da Teresa Nanni e Michele Brunetti, ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (Isac) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, in collaborazione con Maurizio Maugeri dell’Università di Milano, e pubblicato sulla rivista internazionale International Journal of Climatology.

In particolare, lo studio ha rilevato una crescita della temperatura media dell’ordine di 1.7°C nell’arco degli ultimi due secoli. Il contributo più forte è dato dagli ultimi 50 anni, per i quali l’aumento è stato di circa 1.4 °C. L’anno più caldo della serie è stato il 2003, dovuto alla forte ondata di calore estiva (l’estate 2003 è stata di oltre 4 gradi superiore alla media del periodo 1961-1990); mentre l’anno più freddo è stato il 1816, noto alle cronache come "anno senza estate", preceduto da una lunga serie di eruzioni vulcaniche, la più potente delle quali fu l’esplosione del Tambora in Indonesia.

"Studiando l’andamento delle temperature minime e massime giornaliere – ha spiegato Nanni dell’Isac-Cnr di Bologna – si è osservato un aumento più forte nelle prime rispetto alle seconde. Se però si considerano solo gli ultimi 50 anni la situazione è capovolta, con le temperature massime che crescono più delle minime". Per quanto riguarda le precipitazioni la ricerca ha registrato un leggero calo nella quantità totale annua, dell’ordine del 5% ogni cento anni. Tale diminuzione è maggiormente evidente nell’Italia peninsulare.

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