"La comunicazione ambientale dovrà essere ancora più efficace nel momento in cui ci si appresta a livello nazionale a immaginare che il Paese possa dotarsi d’una rete d’infrastrutture tecnologicamente avanzate – si pensi ai termovalorizzatori, ai cogeneratori e agli impianti di valorizzazione delle materie recuperate dalle raccolte selettive – tale che una corretta, diffusa e appropriata comunicazione ambientale possa rendere agibile per gli operatori e per la pubblica amministrazione la realizzazione d’impianti che altrimenti vengono percepiti dalle popolazioni come fastidiosi, preoccupanti e qualche volta addirittura pericolosi". Lo ha dichiarato Daniele Fortini, presidente di Federambiente, commentando i temi di BICA, la Biennale Internazionale della Comunicazione Ambientale ideata da Federambiente che si terrà il 16 e 17 febbraio al Terminal Passeggeri della Nuova Stazione Marittima di Venezia.

"Nel corso degli ultimi anni – ha continuato Fortini – s’è potuto apprezzare l’importanza di un’adeguata e corretta comunicazione ambientale a sostegno dei progetti e degli obiettivi che ci si propone a livello del territorio: a sostegno delle campagne per lo sviluppo e la diffusione delle raccolte differenziate la comunicazione è stata un fattore determinante, che insieme ai miglioramenti nell’organizzazione del servizio ha consentito ai cittadini di percepire e di prendere coscienza dei risultati conseguiti". Di questo tema si parlerà a BICA nel seminario "Processi di comunicazione negoziata per la realizzazione degli impianti", anche se l’intera manifestazione ha come obiettivo quello di approfondire e sviluppare la tematica della comunicazione ambientale, come sottolineato dal Presidente di Federambiente. "BICA – ha spiegato Fortini, "si è qualificato come il luogo tradizionalmente deputato, per il nostro sistema, ad approfondire questo tipo di tematiche, a mettere in circolazione le migliori pratiche e a svolgere una funzione propulsiva rispetto alle migliori attività e alle migliori dotazioni che si possono acquisire per sviluppare una comunicazione ambientale di tipo nuovo, più efficace e moderno di quanto non sia stato nel passato".

Ad aprire l’edizione 2006 di BICA sarà un evento unico dedicato al Protocollo di Kyoto, il primo accordo internazionale per a riduzione dei gas serra che il 16 febbraio, giorno d’apertura di BICA, festeggia il 1° anno della sua entrata in vigore. "Siamo soddisfatti del fatto che finalmente il Protocollo di Kyoto sia diventato operativo – ha puntualizzato Fortini – perché l’astensione o la reticenza di alcuni grandi paesi, primi fra tutti gli Stati Uniti, nell’aderirvi avevano inibito la possibilità che diventasse uno scadenzario d’impegni e responsabilità condiviso ed efficace. Il fatto che invece il Protocollo di Kyoto possa prendere le mosse apre la possibilità di perseguire quegli obiettivi con cogenza d’impegno. Il Protocollo prevede nelle parti essenziali tutta una serie d’interventi volti a cercare di limitare immediatamente l’effetto serra indotto dalle produzioni industriali dei paesi più sviluppati e di quelli in via di sviluppo, e che quindi sia possibile immaginare una riduzione dei gas immessi in atmosfera secondo i parametri previsti, senza con questo determinare una situazione per la quale lo sviluppo comunque sostenibile ne abbia a soffrirne: l’equilibrio che si vorrebbe raggiungere è quello d’introdurre sempre più processi di lavorazione e di sviluppo economico tali che le risorse che vengono consumate possano essere recuperate e rigenerate per via naturale".

Non poteva mancare poi una meritata vetrina per le aziende e le imprese che hanno intrapreso la via dell’imprenditorialità responsabile. "La responsabilità sociale d’impresa, ovvero l’adozione d’una serie di strumenti finalizzati a dare conto a tutti i diversi attori a qualsiasi titolo interessati dall’attività dell’impresa nel suo incedere quotidiano, è un aspetto fondamentale perché attiene alla misurazione degli impatti che l’azienda ha rispetto al contesto in cui opera, che si tratti d’ambiente, d’economia o di società – ha commentato il Presidente di Federambiente -. La responsabilità sociale dell’azienda è uno degli aspetti d’innovazione più forti a partire dal fatto che l’impresa, nel momento in cui opera in un territorio, di quel territorio diventa parte integrante e ogni comportamento che essa assume ha un riverbero inevitabile sui contesti operativi".

"La responsabilità sociale ha come presupposto che l’azienda abbia la capacità di guardarsi dentro – ha concluso Fortini – e cioè di conoscere i propri funzionamenti, le proprie procedure, i propri meccanismi produttivi. Responsabilità sociale riferita quindi essenzialmente alla conoscenza dei processi interni e poi alla possibilità di misurare, e quindi d’intervenire, sui processi esterni indotti dall’attività della società. Questo porta con sé poi l’adozione di codici di comportamento, la problematica della gestione del rapporto con il territorio e delle iniziative di partecipazione che si devono mettere in atto: un’impresa di servizio pubblico locale è comunque un’impresa che appartiene al territorio, che ha, oltre che nella proprietà, anche nelle sue attività una finalità sociale e pubblica della quale si deve tener conto nel momento in cui si agisce".

 

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