"Legambiente non pone pregiudiziali alla frazione di rifiuti non ulteriormente recuperabile attraverso la raccolta differenziata sia avviata, così come prevede la Legge Ronchi, all’incenerimento".Così il presidente siciliano di Legambiente, Mimmo Fontana, replica alle dichiarazioni rilasciate dal ministro Matteoli in un convegno a Termini Imerese, su "Sviluppo del territorio e tutela ambientale".

"In Sicilia – ha continuato Fontana – si è però scelto di destinare all’incenerimento almeno il 65% dei rifiuti prodotti nell’isola, rimandando ad un futuro indefinito il raggiungimento della quota minima obbligatoria del 35% di raccolta differenziata. Lo conferma, oltre ogni dubbio, il sovradimensionamento degli impianti, superiore all’attuale complessiva produzione della Regione e la loro irrazionale ubicazione. Non si sono solo invertite le priorità imposte dalle direttive europee e dalle norme di legge (riduzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero di energia) ma si sono stabilite condizioni tariffarie estremamente sfavorevoli per i cittadini, progettati impianti in aree sottoposte a vincolo naturalistico o idrogeologico, violate le norme relative agli appalti ed alle valutazioni d’impatto ambientale. Non è affatto vero, come dice il Ministro Matteoli, che gli inceneritori serviranno a salvaguardare le falde acquifere e che i cittadini risparmieranno; è invece vero il contrario. Così com’è altrettanto vero che gli inceneritori progettati non sono adeguati alle norme della vigente normativa e che il Commissario straordinario, con ordinanza del 17.11.05, ha sospeso "temporaneamente" l’autorizzazione già concessa al sistema Augusta".

Tutto ciò ha determinato il crescere di una straordinaria, consapevole e civile opposizione delle amministrazioni comunali, dei cittadini e delle associazioni con il corollario delle vertenze giudiziarie che finora hanno dato torto al Commissario straordinario.
"Tralasciando le affermazioni sulla presunta innocuità degli inceneritori – ha concluso Fontana – sarebbe però grave se quanto affermato dal Ministro fosse propedeutico all’ennesimo rinnovo della dichiarazione dello stato di emergenza in Sicilia – in scadenza il prossimo 31 dicembre – con la proroga di quei poteri di cui la Struttura Commissariale ha fatto un pessimo uso per oltre un lustro. Ricordiamo a Matteoli che l’anno scorso aveva dichiarato e assicurato che non avrebbe più rinnovato lo stato d’emergenza".

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