Miglioramento dell’efficienza energetica negli usi civili e industriali, sviluppo delle fonti rinnovabili, qualificazione energetica dell’edilizia, mobilità e trasporto sostenibili. Il tutto da realizzarsi attraverso programmi di incentivazione, defiscalizzazioni, politiche mirate e campagne di sensibilizzazione e informazione a livello locale. E’ la ricetta di ambientalisti e produttori proposta al Governo per l’applicazione del Protocollo di Kyoto in Italia.

In particolare, il documento di interventi firmato dalle associazioni e dai produttori, contiene proposte concrete che possono essere introdotte già nella prossima Finanziaria:

  • nel campo dell’efficienza energetica le associazioni chiedono di aumentare del 2% annuo gli obblighi dei certificati bianchi previsti dal DM 20/7/2004 di risparmio per gas ed elettricità nel secondo quadriennio, e promuovere i criteri per la certificazione energetica degli edifici: lo standard Green Light, ad esempio, permette di ridurre del 30% i consumi rispetto alle tecnologie standard di illuminazione.
  • nel campo del solare fotovoltaico, con uno scenario nel quale l’Italia ha una potenza installata circa 25 volte inferiore rispetto a quello della Germania, nonostante il 50% in più di insolazione annua, si chiede di innalzare ad almeno 300 MW al 2010 l’obiettivo posto dall’attuale decreto e stabilire adeguati programmi di incentivazione come avvenuto in Germania, con la riduzione dell’IVA per gli impianti fotovoltaici.
  • analoghi programmi di promozione e incentivazione a livello nazionale vengono richieste per il solare termico, inclusi riduzione dell’IVA e, a livello locale, dell’ICI per chi installa impianti solari. L’Italia (appena 550.000 m2 di collettori installati, contro gli 8 milioni di boiler elettrici ancora in uso) è lontanissima dal raggiungere gli obiettivi del Libro Bianco dell’Energia, che prevede 3 milioni di m2 di collettori installati al 2010, nonostante una tecnologia matura, affidabile e dai costi contenuti.
  • nel campo dell’eolico, c’è bisogno soprattutto di linee guida e di regole per gli impianti, per impostare politiche regionali coerenti. L’Italia, con 1.600 MW installati, è tra gli ultimi posti in Europa: necessari programmi di incentivazione ma anche campagne di informazione ai cittadini.
  • nei trasporti, comparto che da solo contribuisce al 25% del totale delle emissioni di gas serra, le associazioni chiedono di stabilire standard sempre più elevati per le emissioni, dare priorità agli investimenti pubblici, alla rotaia e al cabotaggio ma anche alle nuove forme di mobilità (car pooling, car sharing) attraverso incentivi alla mobilità sostenibile.

Secondo i promotori con opportune misure di risparmio è possibile ridurre ogni anno la domanda energetica di almeno il 2% per il settore privato e del 3% per il settore pubblico, con potenziali di risparmio nel settore residenziale che in Italia sono del 50%. Nel campo delle energie rinnovabili, la grande potenzialità italiana è praticamente inespressa: sfruttando in pieno tutta la superficie esistente dei tetti per il solare fotovoltaico, l’Italia potrebbe coprire oltre due terzi dell’intero fabbisogno elettrico italiano (circa 200 TWh/anno). Per l’eolico, la fonte energetica in maggiore crescita a livello mondiale, l’Italia è ancora in forte ritardo (appena 1.600 MW installati), eppure la ricerca tecnologica consente di rendere competitivi dal punto di vista finanziario sia impianti di grandi che di piccole dimensioni.

I promotori dell’iniziativa sono: Greenpeace, ISES Italia, ISSI, Kyoto Club, Legambiente, WWF, ANEV, Acli Anni Verdi, AIEL , ANAB, APER, Assolterm, Coldiretti, FIPER, ITABIA, Rete Lilliput, Sinistra Ecologista.

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