Più della metà dei comuni italiani non svolge ancora un sufficiente lavoro per contrastare la piaga degli incendi boschivi e addirittura uno su quattro non fa praticamente nulla per fermare i roghi. E’ quanto rileva Legambiente nell’indagine "Ecosistema Incendi 2005", realizzata dall’associazione, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, per fotografare la reale situazione dei comuni italiani nella lotta agli incendi boschivi. L’associazione ambientalista ha inoltre assegnato ventidue bandiere "Bosco Sicuro" alle amministrazioni comunali più meritorie nella mitigazione del rischio incendi, di questi quasi la metà in Liguria.

L’indagine – si legge in una nota – ha preso in esame le azioni che i comuni sono tenuti a realizzare per contrastare il rischio incendi boschivi. La presenza di un responsabile di protezione civile, la realizzazione del catasto delle aree percorse dal fuoco, la presenza di un piano comunale contro gli incendi, la realizzazione di campagne informative mirate, la manutenzione dei boschi, la realizzazione di reti di avvistamento e il supporto al volontariato di protezione civile. In particolare, è emerso che soltanto il 12% delle amministrazioni comunali applica pienamente la legge quadro in materia di incendi boschivi (L. quadro n°353 del 2000 e soltanto un comune su tre realizza il catasto delle aree percorse dal fuoco, strumento fondamentale per evitare speculazioni da parte degli incendiari.

Un timido miglioramento rispetto ai dati raccolti lo scorso anno (realizzano il catasto il 15% dei comuni in più rispetto al 2004), ma ancora una goccia nell’oceano di fronte all’entità dell’emergenza incendi. Il 40% dei comuni non realizza attività di prevenzione e manutenzione dei boschi e fortemente carente risulta anche l’attività di informazione alla popolazione: soltanto un comune su cinque è attivo in questo senso.

"Nella capacità di spegnere i roghi sul nascere come nell’attenzione dei cittadini – spiega Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente – finalmente vediamo una positiva inversione di tendenza che premia il buon lavoro fatto in questi anni dal volontariato e dalle istituzioni. Ma in un Paese dove la maggior parte degli incendi sono dolosi – continua Ferrante – i comuni sono ancora in ritardo nella realizzazione del catasto delle aree percorse dal fuoco, l’unica arma per fermare a monte la possibilità di speculare sugli incendi boschivi ".

Le campagne nazionali di sensibilizzazione realizzate dall’associazionismo, dal Dipartimento della Protezione Civile e dal Corpo Forestale dello Stato – conclude la nota – portano a un calo degli incendi dovuti ad imprudenza; il potenziamento della flotta aerea e le reti di avvistamento permettono una diminuzione delle superfici bruciate negli ultimi anni. Sono i comuni ancora troppo spesso inadempienti nei confronti di una legge ormai in vigore da ben cinque anni.


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