Gli illeciti ambientali sono in continua crescita: i dati elaborati da Legambiente parlano di 133.602 illeciti ambientali, 105.911 persone denunciate o arrestate, 37.709 sequestri effettuati, negli ultimi cinque anni. L’Associazione chiede dunque l’approvazione a breve di un adeguato provvedimento legislativo che introduca in Italia il delitto ambientale fra i reati penali. Il disegno di legge n.5783, sollecitato da anni da Legambiente, è già allo studio in Parlamento.

L’argomento è stato affrontato oggi nel convegno di Legambiente "I crimini contro l’ambiente: dall’impunità alla certezza della pena", a cui hanno preso parte di Pier Paolo Cento, vicepresidente Commissione giustizia della Camera dei deputati; Roberto Della Seta, presidente di Legambiente; on. Anna Finocchiaro, relatrice del disegno di legge n 5783; On. Ermete Realacci, membro commissione ambiente della Camera dei deputati; Ciro Riviezzo, presidente associazione nazionale magistrati; on. Paolo Russo, presidente commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti; Luca Ramacci, sostituto procuratore presso il Tribunale di Tivoli e Enrico Fontana, responsabile osservatorio ambiente e legalità Legambiente.

Il progetto legislativo è ormai sostenuto da diverse forze politiche: "Un consenso che rappresenta di per sè un risultato significativo, ma che chiaramente non basta – spiega Enrico Fontana, responsabile dell’osservatorio ambiente e legalità di Legambiente. – "Parliamo di una riforma di civiltà che Legambiente sollecita da ben 10 anni. Un segnale di grande valore che questo Parlamento può trasmettere al Paese: ai tanti cittadini che subiscono le conseguenze dei fenomeni di criminalità ambientale, senza che lo Stato sappia difenderli con efficacia; all’autorità giudiziaria e alle forze dell’ordine impegnate nella persecuzione di reati gravi, pur non avendo gli strumenti adeguanti per farlo; a tutte quelle imprese che investono nella qualità dei processi produttivi, nell’innovazione tecnologica, nel rispetto dell’ambiente e della legalità, costrette a fronteggiare una concorrenza sleale e impunita".

I tempi previsti attualmente per gli illeciti ambientali, di natura contravvenzionale, vanno da 3 anni e mezzo a 4 anni: molti di questi dunque cadono irrimediabilmente nelle maglie della prescrizione. L’introduzione del delitto ambientale nel codice penale ha invece lo scopo di reprimere efficacemente i crimini ai danni dell’ambiente e della salute dei cittadini.

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