I ministri dell’Unione europea hanno approvato ieri una nuova legge storica per proteggere il pubblico dalle sostanze chimiche tossiche, concludendo un accordo nonostante le opposizioni delle industrie e le proteste degli attivisti secondo i quali la legge è troppo debole. I ministri hanno sostenuto un compromesso sul Reach, Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals (Registrazione, valutazione e autorizzazione degli agenti chimici), circa un mese dopo il voto di approvazione del Parlamento Europeo optando per la riduzione del numero delle informazioni da fornire sulla registrazione, soprattutto a beneficio delle Pmi, che rappresentano il 95% dell’ industria chimica europea.

Le sostanze più pericolose saranno sottoposte ad autorizzazione la cui durata, tuttavia, secondo il compromesso raggiunto tra i 25, sarà determinata ‘caso per caso’ e non con un rinnovo obbligatorio ogni cinque anni. Le autorizzazioni saranno inoltre rilasciate se il rischio può essere "adeguatamente controllato" oppure se il vantaggio socio-economico è superiore rispetto allo svantaggio ambientale. Ma il testo adottato dai ministri rende più flessibile anche il principio sulle sostituzioni delle sostanze che suscitano i maggiori timori: non si richiede all’ impresa un piano di sostituzione, ma un’analisi sulle possibili sostanze sostitutive.

Inoltre la legge richiede che le proprietà di 30mila agenti chimici, prodotti o importati nell’Ue, vengano registrate in un’agenzia centrale. Quelli che destano maggiore preoccupazione, come i cancerogeni, necessitano di esami e autorizzazioni prima di essere utilizzati.

Disappunto hanno espresso gli ambientalisti secondo i quali "I Ministri dell’Unione Europea non sono riusciti a cogliere un’opportunità unica per tutelare la salute dell’uomo e quella dell’ambiente dalla minaccia dei prodotti chimici nocivi".

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