Nelle strutture pubbliche come scuole comunali e case di riposo si punterà in misura sempre maggiore all’utilizzo di materiali biodegradabili. Lo ha annunciato a Modena in Consiglio comunale l’assessore alle Politiche Ambientali Giovanni Franco Orlando, rispondendo ad un’interpellanza di Giancarlo Montorsi (Prc). Nel documento Montorsi ricordava che "nei servizi di asilo nido e di scuola dell’infanzia viene fatto largo uso di stoviglie usa e getta realizzate in materiale plastico acquistate direttamente attraverso bandi di gara appositi per queste forniture" e che "i consumi annui ammontano a 285mila pezzi per i nidi d’infanzia e a 8 milioni e 580 mila per le scuole d’infanzia, primarie e secondarie". Il consigliere sottolineava che le stoviglie in questione sono realizzate con polistirolo e propilene, il primo "materiale inerte e assolutamente non biodegradabile", il secondo non biodegradabile ma "potenzialmente riciclabile in adatto impianto di trasformazione in altro materiale plastico".

Montorsi ha anche richiamato l’esistenza di stoviglie usa e getta prodotte con derivati del mais, biodegradabili sino al 100%, chiedendo quindi alla giunta di impegnarsi ad "utilizzare in tutti i settori dell’Amministrazione stoviglie usa e getta realizzate con materiali biodegradabili sino al 100%", oltre che a verificare se sia possibile prevederne l’inserimento nei contratti d’appalto di servizi e garantire a tutti gli addetti dell’Amministrazione "gli strumenti necessari ad un corretto operare con i materiali da riciclare".Orlando ha condiviso l’analisi di Montorsi e l’esigenza di cogliere l’opportunità "di utilizzo di sistemi polimerici ecodegradabili ed ecocompatibili", ricordando che già ora le disposizioni del Ministero dell’Ambiente prevedono che "gli Enti pubblici devono acquistare almeno il 30% dei beni di cui necessitano tra i prodotti provenienti dal riciclo".Infine, l’assessore ha ricordato che esiste un gruppo di lavoro coordinato dal Settore Ambiente che sta verificando "la praticabilità di scelte che vadano nella direzione dell’uso di materiali ecocompatibili".

In fase di discussione Mauro Tesauro (Verdi) ha dichiarato che "nella scorsa consigliatura si sono fatti dei ragionamenti su questo tema. Bisogna analizzare le cifre con grande attenzione. Alcuni anni fa il costo per l’usa e getta per le sole scuole era di oltre 400 milioni l’anno di vecchie lire, a cui si aggiunge il costo dello smaltimento. Appoggiamo quindi l’iniziativa di Montorsi e facciamo la proposta di cambiare il tipo di materiale, utilizzando materiale biodegradabile. Utilizzeremo anche contenitori per il riciclo del materiale e, su questo, come Agenda 21 siamo impegnati da tempo e non ci arrendiamo di certo". Ercole Toni (Ds) ha aggiunto che "non è un problema solo del Comune, ma anche di ospedali e caserme. In altri tempi abbiamo anche sollevato il tema degli imballi, che sono sempre sproporzionati rispetto all’oggetto contenuto, mettendo in difficoltà chi è deputato allo smaltimento. A questo, infine, si aggiunga anche la poca educazione della gente, che non conferisce i rifiuti con la logica della raccolta differenziata".

L’assessore all’Istruzione Adriana Querzè ha invece ricordato che "nelle scuole, non solo comunali, vengono serviti fino a 9mila pasti al giorno. Si è passati a materiali usa e getta che, pur non rispettando le caratteristiche auspicate da Montorsi, è comunque non tossico e non pericoloso. L’appalto di fornitura del materiale scadrà nel 2009, ma sin da ora si può individuare un’aggiunta di risorse concordando con la ditta la fornitura di materiali più idonei. Sottolineo anche che un’altra via potrebbe essere la sperimentazione di alcuni percorsi che non vedano sulle tavole dei bambini stoviglie vere e proprie. Da questo punto di vista il costo non sarebbe sproporzionatamente più alto. Entrambe le scelte, cioè fornitura di materiale più idoneo o inserimento di stoviglie vere, comportano un aumento di costi relativo al personale. L’eventuale passaggio a stoviglie non usa e getta avrebbe costi aggiuntivi, ma anche costi indotti sul personale e organizzazione degli spazi per lo stoccaggio delle stoviglie.

E’ quindi una questione sia di fondi, che di personale. Valuteremo quindi se in alcune situazioni si potrà sperimentare forme diverse per il ritorno alla stoviglia". L’assessore alle Politiche Sociali ha dichiarato che l’uso di stoviglie riguarda i servizi con appalti che dureranno fino al 2012. Abbiamo chiesto dati per comparare i costi di un diverso utilizzo di materiale, ma ad oggi non sono disponibili. Si condivide quindi l’idea di fondo, ma al momento non è possibile sapere quanto possa costare". L’assessore al Bilancio Francesco Raphael Frieri ha quindi spiegato che "il tema, come tante priorità, fatica trovare un capitolo nel bilancio. Si tratta di capire come nel corso dell’anno, non appena ci saranno eventuali spazi di manovra, capire come ci si potrà muovere per dare una risposta a questa esigenza.

Ci impegniamo quindi a valutare la possibilità di drenare eventuali risorse a disposizione". Giancarlo Montorsi ha detto di "non saper dire se essere soddisfatto di queste risposte, perché speravo che al Consiglio arrivassero delle indicazioni certe, dei tempi. Vedo però che siamo più o meno al punto di partenza, agli auspici. Devo dire però che il fatto di aver implementato un gruppo di lavoro che indaga sul tema è un dato positivo. Mi chiedo se non sia il caso di informare tra un po’ di tempo il Consiglio sugli esiti delle iniziative intraprese".

 

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