Alla notizia che sarà la ditta Impregilo e la sua cordata a costruire il Ponte sullo Stretto di Messina gli ambientalisti sono insorti: "Sarà un’opera inutile, nefasta e piena di contraddizioni – afferma Roberto Della Seta, presidente di Legambiente – quella della società Impregilo vincitrice dell’appalto dei 4,4 miliardi di Euro per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Per questo continueremo la nostra battaglia per impedirne la realizzazione".

Il WWF, invece, ritiene che " la frittata è fatta ma i giochi non sono ancora chiusi e per questo motivo "chiederà al prossimo Governo, chiunque esso sia, di ripensare alla scelta del Ponte sullo Stretto e chiede oggi all’Unione Europea di esprimersi sulle procedure sin qui seguite".

Legambiente continua denunciando la mancanza di rispetto verso una regione, la Sicilia, che necessita di ben altri investimenti: "non dimentichiamo – prosegue Della Seta – che i cittadini siciliani sono costretti a viaggiare su treni con una velocità commerciale di 24 km/h, con solo metà delle tratte elettrificate e solo 105 km a doppio binario; o che per andare da Palermo a Siracusa, per una tratta di 260 km, si devono fare due cambi e si impiegano quasi 6 ore, mentre per andare da Trapani a Siracusa (370 km) ci vogliono 9 ore e ½.

"Con il Ponte – continua Della Seta – l’Italia diverrà più povera, questo è l’unico dato di fatto. A partire dalla folle rata prevista per le Ferrovie dello Stato, i 100 milioni di Euro da versare ogni anno per i prossimi 30, fino al mancato vantaggio (tanto decantato dal governo) occupazionale, anzi complessivamente andrebbero perduti 1234 posti tra gli addetti al traghettamento. Insomma, non c’è un ragionamento sull’impiego di denaro racimolato faticosamente".

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