Per il WWF la Società Stretto di Messina Spa firma il contratto per la realizzazione del Ponte mentre sono ancora in corso studi ambientali, quando è stata aperta una procedura d’infrazione dell’Unione Europea, e mentre sono pendenti accertamenti giudiziari. Comunque vada, qualora si dovesse cambiare idea, si espone così lo Stato ad un pesante risarcimento nei confronti di Impregilo che dovrà redigere il progetto definitivo ed esecutivo dell’opera oltre che realizzarla. L’associazione mantiene netta contrarietà al Ponte sullo Stretto che rappresenta uno scempio ambientale e paesaggistico, uno sperpero di risorse pubbliche ed un vero e proprio baratro economico.

Il WWF chiede una rigida applicazione della Valutazione d’Impatto Ambientale ordinaria sul progetto definito per esaminare in modo comparato le alternative possibili all’opera, il superamento delle problematicità emerse nel progetto preliminare, la stessa fattibilità dell’opera anche alla luce clamoroso ribasso d’asta (di ben 500 milioni di euro) con cui Impregilo ha vinto la gara. C’è solo da augurarsi che la Società Stretto di Messina Spa abbia incluso nel contratto clausole severe che garantiscano la possibilità di recesso anche nella fase di redazione definitiva ed esecutiva della progettazione . La firma di oggi sembra dettata da frenesie e timori politici visto che, come è noto, se con le elezioni il Governo dovesse cambiare, il Ponte sullo Stretto non rientrerebbe più negli interventi prioritari del Paese. In questa fase sarebbe stata più corretta e rispettosa una moratoria delle procedure in corso sulle infrastrutture dette "strategiche".

Gli ambientalisti ricordano che l’Unione Europea il 18 ottobre 2005 ha aperto nei confronti dell’Italia una procedura d’infrazione per la carenza dello studio della "valutazione d’incidenza" dell’opera rispetto all’area dello Stretto che è tutelata dalle Direttive Comunitarie e, quindi, necessita di particolari studi ambientali. Ancora in questi ultimi mesi la Società Stretto di Messina ha dato incarichi per studi, ancora in corso, che dovevano essere compiuti in modo quanto meno contestuale al progetto preliminare. Ad esempio è stato commissionato all’Istituto Nazionale di
Fauna Selvatica uno studio sull’Avifauna, sono stati poi commissionati studi sull’ambiente marino, sugli aspetti geologici, addirittura sono ancora in corso studi sui materiali del ponte. Cio’ nonostante le procedure della Legge Obiettivo hanno reso possibile l’approvazione del progetto preliminare da parte del CIPE ed un’approvazione con una procedura di impatto ambientale "semplificata" non coerente con la Direttiva Comunitaria V.I.A.; sempre con la Legge Obiettivo si è proceduto in queste condizioni a mettere a gara l’opera.

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