"Quella di Parco Corvaglia a Lecce è una vicenda densa di paradossi. La giunta regionale ha ereditato dalla passata amministrazione il Programma di recupero urbano del quartiere Rudiae, e ha oggi il compito di favorirne la legittima ed effettiva realizzazione. E’ quanto ha dichiarato l’assessore all’Assetto del Territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente sulla vicenda Parco Corvaglia.

Secondo quanto previsto dai lavori di riqualificazione ambientale contenuti nel Piano di Riqualificazione Urbana il parco del quartiere San Pio di Lecce è destinato a trasformarsi in un’area mercatale e un parcheggio sotterraneo. Ma dallo scorso agosto cittadini e associazioni sono scesi in piazza per evitare che ciò avvenga

"Un parco progettato "dal basso" – prosegue l’assessore – frequentato e curato dagli abitanti del quartiere, dovrebbe essere distrutto con fondi pubblici per realizzare, sempre con fondi pubblici (e quindi dei cittadini), un’area mercatale e un parcheggio che sembrano largamente indesiderati o non particolarmente desiderati dai cittadini. Già questo appare assurdo". Ancor più assurdo è che questi interventi siano previsti da un Programma di recupero urbano, ossia uno dei cosiddetti "programmi complessi" promossi dal Ministero delle infrastrutture per incentivare nuove forme di riqualificazione dei quartieri urbani degradati. Programmi che, nelle esperienze più avanzate d’Italia e d’Europa, sono progettati e realizzati con la partecipazione degli abitanti, non solo per cogliere bisogni, domande e desideri di chi vive e frequenta i luoghi interessati dagli interventi, e dunque per garantirne l’efficacia, ma anche per imprimere efficienza al processo attuativo, secondo la regola che "bisogna perdere tempo prima, per perderne meno dopo.

Secondo Barbanente, "Per effetto di un programma che dovrebbe mirare alla riqualificazione urbana, un piccolo polmone di verde sarebbe distrutto per far posto ad attrattori di traffico quali un parcheggio e un mercato. A quali bisogni risponde l’idea di realizzare nell’area attualmente occupata da Parco Corvaglia tali attrezzature? Chi ne avverte l’esigenza nel quartiere al punto tale da indurre l’amministrazione anche a replicare un bando di gara?".

"La domanda cruciale – conclude l’assessore – più volte posta all’amministrazione comunale dalla Regione che è solo preoccupata di garantire l’effettiva e più condivisa realizzazione del programma, è la seguente: Perché non provare a individuare una soluzione accettata da tutti e che comporti vantaggi per tutti? A nostro giudizio vi sono margini per una soluzione capace di rispondere con tempestività ed efficacia ai bisogni di tutti cittadini, sia di quelli che da tempo attendono case più dignitose sia di quelli che si battono perché non sia distrutto uno spazio verde al quale sono particolarmente legati. La signora di 34 anni che secondo quanto riportato su alcuni organi di stampa lo scorso 14 aprile – è preoccupata che il braccio di ferro su Parco Corvaglia possa rallentare la costruzione delle case, deve sapere che la questione di Parco Corvaglia non ostacola né rallenta la realizzazione delle case. Le due esigenze non possono e non devono essere poste in contrapposizione: diritto alla casa e qualità dell’abitare sono tutt’altro che in antitesi. L’importante è impegnarsi nella ricerca di soluzioni che rispondano ai desideri del maggior numero possibile di cittadini, piuttosto che in un braccio di ferro che, alla fine, può consentire a qualcuno di mettersi un fiore all’occhiello, ma nella sostanza comporta solo svantaggi per la collettività".

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