Ammontano a 30 i milioni di metri quadrati di territorio sequestrati, nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia in Puglia, dal Corpo Forestale dello Stato, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione ‘Apocalisse’. L’azione è stata finalizzata alla repressione di reati ambientali, come la violazione dei vincoli di tutela del paesaggio, e di reati economici, come la truffa ai danni dell’Ue e l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato in materia di Pac (Politica agricola comunitaria) e di seminativi per un totale di dieci milioni di euro.

Dal punto di vista ambientale – si legge in una nota del Corpo Forestale – risulta che circa un terzo del territorio del Parco è stato alterato: 30 milioni di metri quadrati di superficie di natura carsica, storicamente destinati alla pastorizia, sono stati spietrati, dissodati e trasformati illegalemente in coltivi.

Soddisfazione nei confronti dell’operazione è stata espressa da parte del Ministro delle Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno, il quale ha commentato: "L’azione congiunta del Corpo Forestale dello Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza è il segnale tangibile di un deciso rafforzamento dell’attività di controllo e di ripristino della legalità nel settore agricolo e non solo. I risultati di questa inchiesta, partita proprio da un’azione del Corpo Forestale dello Stato testimoniano l’efficacia delle azioni messe in campo per sanzionare e contrastare tutti i fenomeni illeciti che riguardano settori particolarmente delicati, quali sono quelli dell’agroalimentare e dell’ambiente. In questo modo si dimostra ancora una volta quanto il coordinamento fra gli organismi di controllo sia fondamentale per il raggiungimento di risultati importanti nel campo della sicurezza agroalimentare e della tutela dell’ambiente".

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