Il bilancio è solo parziale, perché Puliamo il Mondo torna venerdì e sabato prossimi. Ma il primo fine settimana dedicata alla campagna di volontariato ambientale – versione italiana dell’internazionale Clean Up the World, realizzata in Italia da Legambiente – ha già raccolto, lo scorso fine settimana, 40 mila sacchi che sono stati riempiti con ogni genere di rifiuti e 200 container di ingombranti. Dentro, c’è finito di tutto: rottami, elettrodomestici, batterie esauste, materassi, mobili e tanta plastica.

Il primo week end di mobilitazione ha coinvolto 1600 Comuni e circa 400 mila persone, mentre venerdì 23 e sabato 24 settembre la pulizia straordinaria degli spazi pubblici dai rifiuti abbandonati replica e prosegue in molte scuole, dove si stima il coinvolgimento di circa 300 mila studenti e insegnanti.

Quest’anno Puliamo il mondo ha promosso l’uso consapevole dell’acqua e sono state migliaia le bottiglie di plastica raccolte. L’Italia del resto detiene il primato mondiale di consumo procapite di acque minerali: consuma ogni anno circa 12 miliardi di litri di acqua imbottigliata, che richiede una marea di bottiglie di plastica, che a loro volta richiedono l’impiego di 350mila tonnellate di polietilene tereftalato (PET) per essere prodotte. E nella produzione, le stime dicono che vengono usate 665 mila tonnellate di petrolio ed emesse circa 910 mila tonnellate di CO2 equivalente.


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