Oltre 160.000 persone in Europa hanno firmato le petizioni WWF nelle quali si chiedeva ai parlamentari europei di approvare con urgenza il Reach, il nuovo regolamento europeo che dovrebbe introdurre regole più severe in tema di produzione e commercializzazione di sostanze chimiche. A sostegno dell’iniziativa anche l’associazione a tutela dei consumatori, Movimento Difesa del Cittadino. L’associazione ambientalista ha oggi consegnato le firme alla sede di rappresentanza del Parlamento Europeo all’Europarlamentare Guido Sacconi, relatore del Reach.

Si chiude così la "Settimana di informazione sui prodotti chimici tossici" realizzata dal WWF in collaborazione con il Segretariato Sociale Rai. Sono 180.000 le e.mail partite dal sito dell’associazione agli europarlamentari italiani in una settimana e ammontano a 18.000 italiani partecipano al test scoprendo quanto siamo "avvelenati". In particolare, dalle risposte a 10 domande su abitudini e comportamenti quotidiani dietro alle quali si può annidare la presenza di sostanze pericolose per la salute il risultato che il 64,5% dei partecipanti è risultato "ISTINTIVO", un giudizio a metà tra il PURO (26,1%) e l’AVVELENATO (9,3%): la maggior parte dei partecipanti ha cioè indovinato le scelte ecologiche. Il risultato è un segnale che la Campagna di informazione portata avanti dal WWF – si legge in una nota – sta funzionando anche se c’è ancora molto da fare. Gli italiani hanno recepito bene il messaggio della pericolosità di molte sostanze, come il teflon che riveste le pentole antiaderenti, usano poco le stoviglie di plastica (75%), preferiscono ai profumatori chimici i "rimedi della nonna" come lavanda ed essenze naturali. Altra curiosità quella delle abitudini alimentari: alla domanda che riguarda la cena "veloce" di ritorno dalla giornata di lavoro gli italiani preferiscono gli spaghetti "aglio e olio" alle insalatone o al cibo cotto al microonde.

"Il regolamento Reach sulla chimica che verrà votato il 16 novembre al Parlamento Europeo non deve essere indebolito. Gli interessi collettivi della salute e dell’ambiente devono prevalere su quelli economici e di mercato, ma siamo preoccupati per le pressioni dell’industria" – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente del WWF, all’Eurodeputato Guido Sacconi. "Le 160.000 firme rivolte al Parlamento Europeo confermano che i cittadini europei sono preoccupati per gli effetti delle sostanze chimiche sulla salute. Del resto i risultati di un recente sondaggio realizzato in sei Paesi europei, tra cui l’Italia, dalla società IPSOS per conto del WWF parlano chiaro. L’83 per cento degli europei è preoccupato degli effetti dell’accumulo delle sostanze chimiche negli esseri umani e in natura, il 69% degli intervistati si è detto disposto a pagare un euro l’anno per avere prodotti chimici più sicuri. La politica – ha concluso Pratesi – deve dare una risposta efficace alle preoccupazioni dell’opinione pubblica". Attraverso i biomonitoraggi del WWF su 13 famiglie europee, ben 73 sostanze chimiche artificiali sono state riscontrate nel sangue di ciascun componente (nonne, mamme e figli) delle famiglie europee sottoposte al test.

Il WWF e le migliaia di cittadini che hanno appoggiato la campagna DeTox/Svelenati chiedono al Parlamento Europeo di votare un Regolamento Reach stringente che tuteli la salute di cittadini, natura e ambiente, attraverso: utilizzo sostanze più sicure nell’uso quotidiano per cittadini, consumatori, lavoratori e ambiente; identificazione delle sostanze chimiche nocive con procedure sistematiche; sostituzione delle sostanze chimiche pericolose con alternative sicure, specie laddove queste sono già disponibili.

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