"Un’operazione brillante, che svela la lentezza del Parlamento nell’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale. Tanto più che la vastità dell’operazione e la continuità degli interventi delle forze dell’ordine sui traffici illeciti dei rifiuti evidenziano la capillarità e l’organizzazione della criminalità ambientale nel nostro paese". Così Legambiente punta il dito contro le mancanze della politica in materia di rifiuti ma plaude l’operazione portata a termine in queste ore dai Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. Le forze dell’ordine hanno infatti eseguito in numerose regioni del centro e nord Italia perquisizioni, arresti e sequestri per traffico illecito di rifiuti.

Nel solo 2002 – si legge in una nota dell’associazione ambientalistasono spariti 14,6 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Dal 2002 a oggi sono state aperte 47 inchieste che ha coinvolto tutte le regioni italiane, esclusa la Valle d’Aosta, con 971 indagati e 300 arrestati, e il delitto ambientale nel codice penale è ancora assente. "Numeri da capogiro – ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente di Legambiente – che rischiano di lievitare pesantemente visti i 50 interventi di bonifica in programma nel Piano nazionale del ministero dell’Ambiente. Un rischio peraltro già denunciato da Legambiente: le modalità di intervento per le bonifiche con le escavazioni di materiali e il trasporto su gomma agevolano gli appetiti eco-criminali. Un circolo vizioso che si autoalimenta, per cui si fa la "bonifica" portando via tutti i rifiuti e dichiarando che verranno destinati a smaltimento controllato. Poi però nel tragitto che dal sito inquinato li dovrebbe portare alla discarica autorizzata, i rifiuti si perdono nel nulla, andando ad inquinare un altro sito che a sua volta rischia di essere "bonificato" allo stesso modo".

"A destare preoccupazione – ha concluso Della Seta – è il coinvolgimento delle forze dell’ordine e dell’ente preposto ai controlli. Ci appelliamo al Parlamento e alle forze politiche affinché l’inserimento del delitto ambientale nel codice penale avvenga in questa legislatura. È una priorità. E tanto più il governo si ostina a non capirlo tanto più la scaltrezza degli interessi criminali continueranno a trovare terreno fertile".

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