Promuovere le filiere locali che scegliendo di investire in qualità tutelino ambiente e posti di lavoro; sperimentare nuove forme di agricoltura tecnologicamente avanzate che permettano al comparto agricolo siciliano di competere nel mercato globalizzato. Queste le proposte di Legambiente alla Regione Sicilia per un futuro migliore per agricoltura, occupazione e sicurezza alimentare.

L’agricoltura siciliana è in crisi e il 2005 ha visto aggravarsi la situazione. Per effetto della nuova Pac (Politica agricola comunitaria), a causa anche del disaccoppiamento, si è verificato l’abbandono produttivo di oltre 30.000 ettari di terreno sui 318.700 coltivati (Istat). La Sicilia, essendo dal punto di vista geografico la regione più a sud dell’Europa, ha goduto a lungo di una posizione di privilegio per le produzioni mediterranee, successivamente scalzate dai passi avanti compiuti dall’Egitto per la verdura (per le patate invernali in particolare) e dal Marocco, da Tunisia e Israele per la frutta.

Partendo da questa analisi, Legambiente, durante un convegno che si è tenuto oggi a Palermo, ha proposto alla Regione Sicilia un progetto dedicato all’agricoltura e all’alimentazione, per affrontare la crisi puntando su qualità e trasparenza. In un periodo di grave crisi strutturale, con particolare danno del settore cerealicolo, la strada dello sviluppo e del rilancio anche dell’occupazione passa attraverso la valorizzazione delle eccellenze agricole, delle produzioni locali, della filiera corta. Da qui l’idea di un progetto mirato alla valorizzazione di prodotti agroalimentari espressione delle filiere produttive convenzionali, normate da disciplinari fortemente indirizzati alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza e alla qualità.

"Il nostro progetto – spiega Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia – punta non solo alla valorizzazione delle produzione agricole, ma vuole essere anche un elemento di grande utilità sociale. L’obiettivo è di entrare direttamente nelle logiche di mercato per permettere anche ai consumatori più attenti e sensibili di avere a disposizione sul banco dei supermercati e del piccolo dettaglio prodotti sicuri, sani, gustosi e a prezzi ragionevoli. Sempre di più la filiera corta e la valorizzazione della tipicità della nostra produzione agricola può diventare la risposta concreta ad un settore in crisi".

"La crisi del comparto agricolo in Sicilia si è manifestata innanzitutto con la riduzione dei terreni coltivati a cereali – ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore generale Legambiente – con grave rischio per l’economia dell’isola, la tradizionale qualità dell’agroalimentare siciliano e la prospettiva di un corretto sviluppo futuro. Intervenire ora in questo settore vuol dire allora investire in qualità e tecnologie avanzate, affrontando la sfida con i giusti principi: scegliendo la qualità invece della quantità e investendo nella sperimentazione di nuove forme di agricoltura capaci di apportare miglioramenti in campo ambientale e sociale".

Da questo punto di vista – continua il direttore generale dell’associazione ambientalista – l’adesione alla campagna di Legambiente per l’agricoltura italiana di qualità (Laiq), che mira a sostenere le filiere che adottano metodi e pratiche produttive che si muovono nella direzione della qualità, della sicurezza, della compatibilità ambientale e dell’eticità, rappresenta lo strumento idoneo per normare con specifici disciplinari le filiere locali, promuovendone i prodotti grazie all’uso del marchio sulle confezioni in commercio".

Ma non finisce qui. Legambiente propone anche di avviare un progetto sperimentale di coltivazione di colza, da utilizzare per la produzione di biocarburanti e come disinquinante ambientale, grazie alla sua capacità di assorbire carbonio. "Si tratta di un unico ampio progetto – ha spiegato Mimmo Fontana – che vuol affrontare il problema da più punti di vista per poter realmente partecipare con strumenti adeguati alla sfida di un futuro sostenibile".

Quale primo esempio locale di prodotto di alta qualità "col cigno di Legambiente", nel corso della mattinata è stata presentata anche la Pasta Ceccato, frutto dell’adesione del pastificio Cerere di Enna alla campagna di Legambiente.

 

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