Parte la mobilitazione della Coldiretti per la raccolta di firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per produrre un milione di tonnellate di biocarburanti dalle coltivazioni agricole nazionali che integrati nei distributori tradizionali al 5 percento possono assicurare a circa 10 milioni di auto l’autonomia per un intero anno con 20.000 km di percorrenza. L’iniziativa sarà illustrata nel corso di una "road map" che parte oggi da da Bologna per estendersi all’intero territorio nazionale e rientra nel piano di mobilitazione dell’ associazione di categoria sul progetto di sviluppo per l’attuazione della rigenerazione il cui senso si riassume nell’equazione "meno costi per l’impresa, più risorse ed investimenti per il Made in Italy."

Una mobilitazione che – sottolineano le associazioni di categoria – ha alla base un inequivocabile rifiuto verso impostazioni di tipo corporativo ed assistenzialistico e punta invece a liberare tutte le opportunità che la moderna agricoltura può offrire nella società postindustriale per offrire reddito alle imprese e garantire più sicurezze ai cittadini, a partire dal contenimento delle emissioni delle auto per non dover ripetutamente chiudere al traffico i centri storici a causa delle emergenze. Contro l’inquinamento e il caro petrolio – precisano i coltivatori – è necessario investire in energie alternative come i biocarburanti ottenuti da coltivazioni quali girasole, soia e colza che l’Italia può produrre in abbondanza e che l’aumento dei prezzi del greggio rende più competitivi soprattutto alla luce del contributo che possono offrire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto con la riduzione delle emissioni di gas serra. Il biodiesel deriva dall’esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole e consente di ridurre dell’80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 per cento quelli di particolare e polveri sottili.

La proposta di legge di iniziativa popolare della Coldiretti è formulata in otto articoli e sarà presentata nelle piazze di tutte le città italiane dove con appositi gazebo verranno illustrati i contenuti e raccolte le firme dei cittadini. I contenuti – proseguono i coltivatori – sono coerenti con l’ambizioso obiettivo fissato dall’Unione Europea di sostituire entro il 2005 il 2% dei consumi totali di benzina e gasolio da autotrazione con biocarburanti, per poi salire al 5,75% entro il 2010, per far fronte agli impegni assunti con la firma del protocollo di Kyoto. Nel quadro delle politiche e delle misure nazionali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissione di CO2 stabiliti nel Protocollo di Kyoto, la proposta – sottolinea l’associazione – individua alcuni strumenti strategici per lo sviluppo e l’integrazione della filiera di produzione e di distribuzione dei biocarburanti di origine agricola e per il miglioramento dell’efficienza energetica nel sistema economico nazionale.

Secondo Coldiretti si rende necessaria la messa a punto di un sistema pubblico di incentivazione che, da un lato, garantisca l’attuazione di misure efficaci in materia di gestione della domanda di energia e, dall’altro lato, rappresenti una strategia coerente e globale in grado di coprire aspetti di politica ambientale, energetica, agricola e fiscale. In questo panorama si ritiene strategico l’utilizzo di intese e contratti di filiera tra gli operatori del settore, capaci di assicurare la partecipazione in senso verticale e settoriale all’approfondimento e alla determinazione delle politiche di sviluppo dell’intera filiera.

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