La ripresa dell’area sconvolta dal sisma in Abruzzo "presenterà molte criticità, se non si manterrà alta, nel prossimo futuro, l’attenzione di tutto il paese nel sostenere e mantenere rapida la ricostruzione". È quanto afferma Guido Bertolaso, capo dipartimento della Protezione Civile, in un messaggio scritto inviato al convegno sulla prevenzione sismica "Per un’Italia più sicura" che si è svolto oggi a Roma, organizzato da Amici della Terra.

"Il terremoto del 6 aprile 2009 – scrive Bertolaso – ha messo a nudo l’inadeguatezza sismica non solo degli edifici storici o semplicemente di quelli più vecchi in muratura, ma anche di quelli costruiti con criteri antisismici di 20-40 anni fa. Il bilancio poteva essere ancora più grave se, come accaduto nel passato e come potrebbe accadere in futuro, il terremoto avesse colpito aree solo di recente classificate come zone sismiche". Inerzia, rassegnazione e semplici operazioni di messa in sicurezza antisismica "non sono più accettabili". "Da un lato infatti – continua Bertolaso – abbiamo chiara la conoscenza dei disastri immensi che potrebbero accadere in tutte le aree a forte sismicità del Paese, mentre dall’altro disponiamo di tecniche e metodiche di costruzione antisismica e di riqualificazione antisismica del patrimonio esistente affidabili e abbordabili anche sotto il profilo economico. Su queste basi possiamo dire che l’unica risposta che possiamo dare è l’avvio sollecito di un’opera di prevenzione strutturale vasta e impegnativa, basata sul rafforzamento delle costruzioni esistenti e, ove sussistano le condizioni, di rinnovamento del patrimonio edilizio nonché sull’intransigente rispetto delle norme antisismiche per le nuove costruzioni".

Per Rosa Filippini, presidente degli Amici della Terra, "com’è giusto, l’urgenza sta nella ricostruzione dell’Abruzzo. Ma c’è un’altra urgenza, quella dei terremoti che verranno, che continua a non comparire nelle agende della politica e dei Governi". Nella storia d’Italia ci sono i terremoti di Messina e quello di Avezzano, il sisma dell’Irpinia e quello del Belice, il terremoto in Puglia, in Friuli e in Umbria. "Sotto queste drammatiche scadenze, il nostro Paese ha finalmente imparato a portare soccorso, discute sulle ricostruzioni, eccelle nel restauro, esporta tecnologie di messa in sicurezza ma non ha ancora preso in considerazione le politiche di prevenzione", ha detto Filippini, annunciando che Amici della Terra costituirà a breve "un comitato di parlamentari, esperti, giornalisti e persone di buone volontà, per monitorare i progressi e i fallimenti dei singoli interventi di prevenzione sismica, al centro e nelle diverse regioni, e per ricordare a tutti che prevenire è meglio che ricostruire."

PDF: Dossier Isat "Per un’Italia più sicura. Prevenire è meglio che ricostruire"

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