Come in molti prevedevano, ancora una volta la Corte Costituzionale, su puntuale ricorso della Regione Toscana, ha ribadito l’illegittimità del Commissariamento ministeriale del Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Insomma l’ennesima proroga all’ex ex Sindaco di un comune isolano che funge da Presidente-Commissario non si poteva concedere. Invece sono anni che il Parco dell’Arcipelago Toscano è in regime straordinario e questo non fa bene al funzionamento dell’Ente di gestione, tantomeno giova all’ambiente naturale delle isole. E quello dell’Arcipelago Toscano non è un caso unico, anzi. Sono 6 i Parchi nazionali commissariati dal Ministero dell’Ambiente sostanzialmente in gestione continuativa da molti mesi o anni.

Nel Parco dell’Arcipelago Toscano manca anche la piena figura del Direttore e soprattutto si soffre il fatto che la gestione commissariale sostituisce le competenze del Consiglio direttivo e fa decadere ogni rapporto istituzionale con la Comunità del parco, composta dai Sindaci, le Province e la Regione. E’ grave che mentre l’amministrazione ordinaria langue, la Regione possa solo riaffermare, con l’inevitabile ritardo tecnico dei ricorsi, il suo pieno diritto di concorrere alla nomina di un Presidente come la legge stabilisce.

Il WWF non ritiene che il ricorso ai Commissariamenti da parte del Ministro sia dovuto a oggettivi motivi di emergenza. Il Commissariamento di un Ente può essere uno strumento utile e necessario soltanto in casi straordinari e per periodi brevi e definiti. Nel corso degli anni è invece diventato uno strumento quasi di routine, tanto da sembrare più un tentativo per forzare lo spirito della legge che quello di mettere comunque gli Enti nella condizione di operare con continuità nel pieno delle proprie funzioni. Lo provano infatti le tante situazioni di stallo tra Ministero dell’Ambiente e le Regioni per la nomina dei nuovi Presidenti che deve avvenire di concerto fra le istituzioni. Inutile sottolineare che in questi casi il colore politico tra amministrazione centrale e amministrazioni locali è sempre di segno opposto, ma ricordiamo che per il Parco dell’Arcipelago la Regione Toscana aveva espresso anche candidati tanto competenti quanto non di sinistra.

L’associazione chiede ancora una volta che vengano nominati Presidenti e Consigli Direttivi costituiti da esponenti di qualità, con esperienza diretta in materia di aree protette, che siano rappresentativi e non di pura estrazione politica.Intanto il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano langue e svolge solo una minima parte delle sue competenze. Alcuni collaboratori sono a casa per carenza di fondi con cui pagare gli stipendi; è chiusa l’info-area park di Portoferraio che era l’unico punto informativo del parco sul territorio, visto che le Case del Parco sono pressoché inattive per carenza di personale, se i Comuni non saranno in grado di subentrare. Proprio ora che con l’allargamento della comunità montana dell’Elba e Capraia alle due isole grossetane del Giglio e di Giannutri si erano creati i presupposti per una gestione veramente comprensoriale di tutti gli interventi sul territorio e dei servizi delle isole, in modo che si superasse la concezione iniziale di una perimetrazione dell’area protetta pari solo alla metà della superficie nelle isole più grandi.

A parte alcuni recenti lavori sulla sentieristica da parte di Parco e Comunità Montana, quasi ovunque mancano i cartelli sul territorio che indichino i confini del parco nazionale. I controlli sulle trasgressioni sono così pressoché inesistenti e prolifera il degrado, a cominciare dalle discariche lungo strade e sentieri. Il Corpo Forestale è sotto organico e spesso, specialmente nelle ore notturne o nei festivi, gli unici vigilanti nell’area protetta sono le guardie volontarie GAV del WWF. Le poche azioni sul territorio si distinguono per superficialità o sciatteria: siamo ancora in attesa della sostituzione dei cartelli che segnalavano il divieto di transito sulle piste carrabili o forestali perché sbagliati (il pittogramma recava solo il divieto di transito alle moto, mentre il divieto vige per tutti gli autoveicoli ed infatti le piste erano affollate di auto).

L’assenza di una importante attività di conservazione è quasi generale. Si registra il solito bando per avvelenare mediante esche selettive i gabbiani reali in soprannumero a Giannutri nell’ambito del progetto Life.Per il contenimento del cinghiale non è stato fatto praticamente nulla al di là di permettere ai cacciatori diverse battute all’interno dell’area protetta, con scarsi risultati utili anche perché i dati comunicati dall’ATC non sono verificati e non c’è un controllo puntuale sui prelievi fatti. Del resto le trappole di cattura installate sono state poche e quelle poche sono state spesso sabotate da mani ignote

I fondi in bilancio sono stati ridotti, ma il Parco assieme al Ministero dell’Ambiente trova le risorse per finanziare campi boe intorno a isole "protette" (Giannutri e soprattutto Pianosa) con il discutibile fine di garantirne meglio l’integrità dei fondali altrimenti danneggiati dalle ancore di attracchi selvaggi, quando invece per il WWF non è per niente scontato che la fruizione di isole come appunto Pianosa (Montecristo si salva per la sua lontananza) debba avvenire secondo i modi ordinari del turismo nautico, sostanzialmente incontrollati. La fruizione delle isole meno antropizzate deve invece passare attraverso forme di gradualità e di attento seguimento anche scientifico – in quanto agli impatti ambientali – che solo un PNAT pienamente funzionante può garantire. Nessuna sinergia con le associazioni della piccola pesca è stata ad oggi intrapresa per una migliore conservazione delle aree marine.

Il Parco non ha infine preso alcuna posizione circa diffusi progetti industriali di energia eolica nell’arcipelago, attualmente allo stato di progetto preliminare (in adiacenza di ZPS, ed essendo tutto l’arcipelago classificato come IBA) su cui la Regione Toscana ha giustamente chiesto pochi giorni fa la valutazione di incidenza sul progetto definitivo, che si collocano quindi completamente fuori anche dall’accordo tra WWF e le industrie dell’ANEV, stante la posizione dell’arcipelago nelle rotte migratorie tra penisola e sistema sardo corso e sulle quali il WWF ed altre associazioni, come LIPU e EBN Italia, hanno compiuto negli ultimi anni studi molto interessanti . Né il parco si è mai impegnato nell’ambito delle energie alternative del comparto solare.

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