"L’operazione di oggi conferma ancora una volta la pericolosità e l’imprenditorialità dell’ecomafia dei rifiuti in Campania, dove registriamo un mix micidiale di degrado e illegalità di fronte al quale prevalgono, purtroppo, cinismo ed indifferenza. E le buone notizie arrivano, ancora una volta dall’impegno di Carabinieri e magistrati.Nei prossimi giorni i nostri legali si costituiranno parte civile nel processo" Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania in una nota commenta l’operazione di stanotte effettuata dai Carabinieri denominato Terra Madre seguita del magistrato Donato Ceglie dove nella ragnatela degli ecomafiosi per la prima volta è caduta la rete dei depuratori dei fanghi industriali

"Il traffico illecito dei rifiuti- prosegue Buonomo di Legambienteè diventato un vero e proprio network dove s’intrecciano interessi e attività criminali con propaggini nel mondo dei colletti bianchi che rappresentano una seria minaccia per l’ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini. Per questo è necessario che al prezioso lavoro delle Forze dell’Ordine e della magistratura, con i quali ci complimentiamo per l’efficacia delle indagini, si aggiunga al più presto un supporto legislativo che inserisca i reati ambientali nel Codice penale".

Dal 2002 a oggi- ricordano gli ambientalisti – sono state aperte 47 inchieste che ha coinvolto tutte le regioni italiane, esclusa la Valle d’Aosta, con 971 indagati e oltre 300 arrestati, e il delitto ambientale nel codice penale è ancora assente. E nell’intera Campania- denuncia Legambiente- i rifiuti rimangono l’industria trainante. Su 37 inchieste aperte in base all’art. 53 bis del Decreto Ronchi, ben 16 vedono coinvolte la Campania con tre Procure in prima linea, Napoli, Nola e S. Maria Capua Vetere. Quaranta le aziende coinvolte nelle inchieste, tre le aree maggiormente colpite, il casertano, il giuglianese ed il nolano. E i dati e le cifre di Legambiente sono senza appello: venticinquemila euro al giorno il guadagno di un trafficante campano di rifiuti. Circa un milione e mezzo il fatturato realizzato in un mese da un imprenditore campano che ha smaltito rifiuti fuori regione. Secondo le principali operazioni delle forze dell’ordine, nel solo 2004 sul territorio regionale sono state sequestrate 99 discariche abusive per una superficie complessiva di 375mila metri quadrati. Discariche piene di rifiuti di ogni specie.


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