Italia Nostra contro il Tav. Il neopresidente dell’associazione, Carlo Ripa di Meana convoca oggi una conferenza stampa e con voce quasi spezzata porta per prima cosa la sua solidarietà ai cittadini e ai sindaci della Val di Susa: "Siamo vicini alle persone contuse e ferite, colpite dal blitz notturno eseguito con cieca violenza la scorsa notte". E’ duro il giudizio dell’associazione nei confronti dell’intero progetto considerato né più né meno che un’opera "illegale". E, stando ai fatti, quello che è accaduto ieri non è che la conclusione inevitabile di "una gestione autoritaria e ottocentesca del potere di cui la legge Obiettivo rappresenta il vettore concreto. Hanno voluto accorciare le procedure, hanno voluto banalizzare o addirittura saltare le consultazioni delle popolazioni locali, che sono invece essenziali per la realizzazione delle grandi opere".

Quella di Italia Nostra è un’obiezione sia di merito che di sostanza. Meana sottolinea la sintonia di opinioni fra lui e il commissario europeo Loyola de Palacio quando dice che nel versante francese non sta accadendo quello che sta succedendo in Italia perchè in Francia è stato avviato il dialogo a tempo debito, un processo che in Italia è mancato e oggi si pagano tutti gli errori di comunicazione avvenuti del passato". Inutilmente provocatorie, secondo Meana, le parole del ministro Pisanu che si è compiaciuto di aver ripristinato le "condizioni di legalità" nella valle. E ancor peggio ha fatto il ministro Lunardi che consiglia di mettersi il cuore in pace perchè tanto il Tav si farà. "Lunardi si comporta come un faraone – attacca Meana – che con sufficienza rende nota la sua volontà come se questa fosse di origine divina". Ma alle stoccate a destra, seguono subito quelle a sinistra indirizzate alla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso. "Lo dico con amarezza nel cuore, anche perchè la Bresso è stata in passato consigliere di Italia Nostra, ma perchè ha detto che non si poteva fare diversamente? Si doveva fare diversamente!".

In conclusione il presidente dell’associazione passa in difesa argomentando sul diritto di opporsi alle grandi opere e a coloro che tacciano gli oppositori di mancanza di realismo. Il realismo secondo Meana non è infatti l’accettare supinamente le scelte delle lobby politiche ed economiche che "progettano grandi opere nelle segrete stanze e approvano tutto fra parodie di consultazioni e sincopando le procedure di valutazione d’impatto ambientale".

 

 

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