Salperanno domani le duecento imbarcazioni che dalla costa siciliana e calabrese raggiungeranno le acque dello Stretto di Messina mostrando striscioni con il logo ideato per l’evento, "Si allo stretto, No al ponte" con a fianco le bandiere del panda. Una flotta colorata, pacifica accorsa all’S.O.S lanciato dal WWF per salvare questo splendido tratto di mare che l’opera ponte, insieme alla lunga fase della sua costruzione, distruggerebbe per sempre.

"Le adesioni alla manifestazioni nautica non sono solo quelle di turisti accorsi per l’evento -afferma Gaetano Benedetto, segretario aggiunto WWF Italia – a non volere il ponte è anche e soprattutto chi è cresciuto con questo tratto di mare negli occhi e chi lavora sulle acque dello stretto: pescatori, velisti appassionati di mare, abitanti. I danni causati dalla costruzione del ponte sono evidenti, si andrebbe a rompere un delicatissimo equilibrio con gravi rischi per la biodiversità. Per questo domani dimostreremo al mondo, insieme alle popolazioni locali, che siamo in tanti a non volere il ponte."

Anche Enzo Maiorca, siciliano DOC e campione del mondo d’immersione, afferma " sono fortemente contrario alla realizzazione del Ponte di Messina.- l’uomo che scese in apnea fino 101 metri aggiunge – In Italia, ma soprattutto in Sicilia e Calabria sono molte le cose che non vanno e che dovrebbero essere affrontate come priorità: le inadeguatezze della Salerno Reggio Calabria e della statale Ionica sono sotto gli occhi di tutti. Le strade da Catania per Siracusa e Gela sono inadeguate per non parlare della rete ferroviaria, ci vogliono più di 5 ore per arrivare da Messina ad Agrigento, 4 da Messina a Palermo, 6 da Messina a Ragusa".

L’esperto Mario Tozzi, geologo ringrazia l’associazione ambientalista per "continuare a lottare e non lasciare scendere la cortina di silenzio sulla gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori." -e sottolinea- "come geologo sostengo non solo che questo ponte non serve, ma stiamo andando incontro almeno a due gravi rischi dal punto di vista "sismico": le prove di stabilità del ponte simulate prevedono un terremoto di massima magnitudo 7.1, in riferimento a quello di Messina del 1908, mentre ricordiamo ad esempio che la scossa causa dello tsunami nel Sud Est Asiatico lo scorso dicembre era pari a magnitudo 8.9. Nessuno ad oggi è in grado di prevedere l ‘intensità del prossimo terremoto sullo stretto. Inoltre, le prove prevedono scosse della durata di massimo 30 secondi, quelle che hanno provocato lo tsunami furono lunghe più del doppio. Infine, seppure il ponte dovesse restare in piedi in seguito a una scossa, resterebbe a immemore collegamento tra due cimiteri, perché le città che unisce sono state costruite senza rispettare una politica antisismica."

 

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