Le Sezioni locali del WWF di Firenze, di Prato e di Pistoia sono fortemente contrarie alla realizzazione di uno o più inceneritori nell’area metropolitana vasta che va da Firenze a Prato e Pistoia. Gli studi sociali, ambientali ed economici dell’area disegnano chiaramente che il bacino che va da Bagno a Ripoli a Serravalle Pistoiese è un tutt’uno e che qualsiasi azione che viene intrapresa al suo interno ha ripercussioni in tutto l’ambito.

Lo stesso studio della V.I.S. relativo a Firenze ha confermato che l’intera area è un enorme catino nel quale a causa della frequentissima inversione termica gli inquinanti ristagnano per molti mesi l’anno. Questo vuol dire che gli inquinanti si rimescolano e si spostano da un punto all’altro dell’area, in una sorta di democratizzazione dell’inquinamento:quello che si respira a Pistoia è simile a quello che si respira a Sesto o al Calice. In un contesto del genere aumentare o incrementare l’inquinamento con impianti di incenerimento ( o termovalorizzazione che è uguale), significa solamente aumentare la biodisponibilità dei micro e macro inquinanti nell’aria che tutti noi respiriamo, aumentando i problemi sanitari ed ambientali in maniera indiscriminata.

WWF contesta qualsiasi scelta che punta unicamente ad una soluzione impiantistica del problema rifiuti. Sosteniamo altresì con forza che tutte le forze politiche e sociali si impegnino in una nuova definizione strategica: una migliore gestione dell’intera filiera del rifiuto "a monte" degli impianti di trattamento e di smaltimento.

L’associazione ambientalista propone:

  • Occorre che la Gestione dei rifiuti sia centrale, rispetto alle facili e pericolose soluzioni impiantistiche.
  • Andare all’adozione del Modello di sviluppo basato sull’Obbiettivo "Rifiuti Zero".
  • Occorre che le P.A. impostino la fase decisionale del problema complessivo della gestione dei rifiuti attivando processi di partecipazione che seguano i principi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica adottando scelte condivise e partecipate con tutti gli attori sociali e politici del territorio dell’area di FI-PO-PT.

Secondo questi principi fondamentali riteniamo prioritario di:

  • Agire con forti politiche di prevenzione del rifiuto e di una sua riduzione nell’ordine del 15-20%, sia in ambito industriale che privato.
  • Modificare le modalità di raccolta differenziata, spingendola fortemente a quote oltre il 65-70%, adottando pratiche gestionali innovative, come insegnano tutte le grandi esperienze che sono maturate in Italia negli ultimi anni.
  • Adottare le migliori tecnologie disponibili (BAT) per il recupero/smaltimento della parte residuale del rifiuto restante (che in considerazione delle azioni sopra adottate sarà marginale rispetto ad oggi, nell’ordine del 20-25%), che prevedano soluzioni impiantistiche ambientalmente sostenibili e socialmente accettabili che escludano l’incenerimento.
  • Adottare la tariffazione con metodo puntuale per i rifiuti prodotti (TIA) in modo che ognuno paghi in base a quanto effettivamente produce di scarto.
  • Andare ad una riscrittura dei vari Piani Provinciali delle tre Province partendo da questi nuovi obbiettivi, in considerazione della modifica dei flussi di produzione e di raccolta dei rifiuti urbani. Di conseguenza dovranno essere armonizzati e riorganizzati tutti i tre ATO industriali secondo le nuove indicazioni scaturite dai Piani stessi.
  • Andare ad una moratoria nella realizzazione di qualsiasi nuovo impianto di incenerimento.

Ribadiamo che occorre un nuovo metodo di risolvere il problema dei rifiuti, con un approccio culturale diverso, rivolto verso nuove politiche gestionali di innovazione, efficienza e qualità. Una nuova Politica Regionale che pertanto si indirizzi convintamene verso una Gestione dei rifiuti ambientalmente ed ecologicamente sostenibile, ed in linea con i principi di efficienza, efficacia ed economicità.

 

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