Il WWF ha presentato la quinta edizione del Panda d’Oro, il "diploma" per la conservazione della biodiversità. Il Panda d’Oro è un riconoscimento che il WWF assegna a enti o istituzioni pubbliche o private impegnati a difesa della biodiversità. Le candidature devono essere inviate al WWF entro il 22 aprile (fa fede il timbro postale). La premiazione finale è prevista per il 22 maggio a Roma, in occasione della Giornata Mondiale della biodiversità indetta dall’UNEP, il Programma ambientale delle Nazioni Unite.

Con il Panda d’Oro il WWF intende premiare e valorizzare le "buone pratiche" dei custodi della biodiversità: negli anni passati il riconoscimento è andato – tra gli altri – al Parco naturale Adamello Brenta per il progetto Life "Ursus" (nella foto) per la reintroduzione dell’orso bruno marsicano in Trentino, al Parco nazionale dei Monti Sibillini per il progetto di reintroduzione del pino mugo, alla Provincia di Bologna per il progetto "Pellegrino" dedicato all’omonimo falco, al Centro Nazionale di inanellamento dell’Istituto Nazionale Fauna Selvatica per l’importantissimo lavoro scientifico, al Parco nazionale del Cilento per la creazione di un "Osservatorio permanente per la biodiversità", al nucleo investigativo provinciale di Vicenza e Padova del Corpo Forestale dello Stato per l’operazione "Balkan birds" (stroncato un traffico illegale di uccelli dall’est europeo), alla Regione Piemonte per il progetto "Lupo". Nel 2005 il premio, dedicato al turismo sostenibile sulle Alpi, è andato ad una rete di rifugi in Valle d’Aosta amici dell’ambiente, e ad un albergo a bassissimo consumo energetico in Alto Adige.

"L’Italia vanta un grande patrimonio di biodiversità – ha detto il Presidente del WWF, Fulco Pratesi – : circa 57.000 specie di animali e oltre 9.000 di piante, tra le quali molti endemismi, specie cioè che vivono solo nel nostro Paese. Inoltre la nostra penisola ricade in due Ecoregioni prioritarie, quella alpina e quella mediterranea, individuate dal WWF internazionale tra le 238 più ricche di vita e dunque da preservare a livello globale".

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

Parliamone ;-)