AMBIENTE. WWF: “Sempre più caldo in città”
Le città europee boccheggiano per la calura estiva e l’associazione ambientalista presenta un nuovo rapporto dove si analizzano i dati sulle temperature stagionali di 16 città dell’UE segnalando come negli ultimi 30 anni l’andamento medio nelle capitali europee sia aumentato in alcuni casi di oltre 2°C.
Nel rapporto "Europe feels the heat – Extreme weather and the power sector", si illustra che è Londra la città in cui su è registrato il maggior incremento della temperatura massima estiva (oltre 2°C negli ultimi 30anni), seguita da Atene e Lisbona (+1,9ºC), Varsavia (+1,3ºC) e Berlino(+1,2ºC).
Mentre, invece Madrid segna i record dell’aumento delle temperature medie estive, con un impressionante +2,2°C, cui fanno seguito i +2°C di Lussemburgo, i +1,5°C di Stoccolma, e i +1,2°C di Bruxelles, Roma e Vienna. In questi ultimi 5 anni, la temperatura media estiva di 13 delle 16 città analizzate ha superato di almeno 1°C quella del primo quinquennio degli anni ’70.
In Italia, a causa dell’aumento di temperatura, si sta pagando un prezzo drammatico: l’estate di quest’anno ha visto arrivare un’altra ondata di caldo che ha causato una catastrofica siccità. In alcune zone del paese le temperature hanno sfiorato i 40ºC , e il governo ha dichiarato a rischio circa un milione d’italiani. A giugno, in numerose grandi città (tra cui Roma, Milano e Torino) è scattato l’allarme caldo, e sono state messe sotto osservazione decine di migliaia di persone, in gran parte anziani .
"Il paese è diventato più secco, -commenta Maria Grazia Midulla, Responsabile Campagne Internazionali del WWF Italia– e i giorni di pioggia sono diminuiti di circa il 14% rispetto al 1996. A questa riduzione si è accompagnato un aumento dell’intensità con il risultato che le poche piogge quindi state più violente. Secondo le previsioni, l’Italia sarà uno dei paesi dell’UE più duramente colpiti dal futuro riscaldamento globale: il livello complessivo delle precipitazioni piovose si contrarrà ulteriormente e le tempeste saranno più lunghe ed intense."Non solo, il Mediterraneo si sta rapidamente riscaldando: un recente studio ha constatato che la temperatura dei mari che circondano l’Italia è aumentata di circa 4ºC tra il 1985 e il 2003. Il loro livello dovrebbe salire di 20/30 cm entro il 2100, mettendo in pericolo quasi 4.500chilometri quadrati di zone costiere."Le temperature estive nelle città d’Europa stanno cominciando a far registrare rilevazioni barometriche "insopportabili"," afferma Imogen Zethoven, direttore della campagna Global Power Switch del WWF.
"Gli scienziati calcolano che le emissioni di gas serra provocate dalle attività umane raddoppiano il rischio di escursioni delle temperature da primato". Il rapporto del WWF sottolinea come l’incremento delle temperature medie sia una prevedibile conseguenza del riscaldamento globale, con il passare del tempo aumenterà la probabilità di ondate di calore, siccità e i saranno temporali più intensi e frequenti.Questi picchi di temperature sono in massima parte da imputare all’uso di combustibili fossili, in particolare carbone, responsabile del 37% delle emissioni di CO2 di origine umana."L’Italia è il terzo più importante inquinatore di gas a effetto serra dell’UE e a livello europeo fa registrare i peggiori risultati nel controllo delle emissioni, aumentate del 2,7% tra il 2002 e il 2003 e di ben l’11,6%tra il 1990 (anno di base di Kyoto) e il 2003. -conclude Maria Grazia Midulla- Il settore energetico italiano dipende massicciamente dal petrolio,la peggiore causa di contaminazione da CO2 dopo il carbone."
"Affinchè l’estate delle città europee sia più vivibile, dobbiamo procedere ai tagli delle emissioni necessari per bloccare il riscaldamento globale", commenta Zethoven. "I governi dell’UE debbono far rispettare i più severi limiti di rilascio di CO2 imposti dal European Emissions Trading Scheme".

