La Giunta della regione Lombardia ha approvato, in questi giorni, la prosecuzione del progetto, avviato nel luglio dello scorso anno con un contributo di 475.000 euro del Ministero della Salute, che prevede forme di assistenza sociale e sanitaria, da parte dei "custodi socio-sanitari", alla popolazione anziana residenti nelle case popolari di Milano . La "Centrale operativa territoriale" (COT) rappresenta la novità rispetto al progetto dello scorso anno: l’istituto ha la funzione di coordinare tutta l’attività di aiuto, sia in forma diretta che attraverso l’utilizzazione della rete dei servizi presenti sul territorio.

Ogni custode socio-sanitario – si legge in una nota – coordina in media tre o quattro portieri sociali e il personale, con competenze specifiche, che opera a diretto contatto con l’anziano. Questo personale a sua volta opera in collaborazione con i portieri dei caseggiati, per individuare, segnalare e risolvere, anche con l’aiuto della rete dei servizi territoriali, le situazioni di maggior bisogno e difficoltà in cui si vengono a trovare gli anziani.

Una volta che gli operatori hanno individuato i bisogni degli anziani organizzano sia piccoli interventi di sostegno alla persona (spesa, accompagnamento dal medico, ecc.), che di aggiornare il data base, già costituito lo scorso anno, attraverso l’inserimento di indicatori riferiti alle condizioni di fragilità degli anziani.


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