"Un provvedimento sorprendente e obiettivamente privo di fondamento, che dovremo necessariamente impugnare davanti al TAR". Così il Presidente dell’ANIA Fabio Cerchiai commenta la decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di sanzionare l’Associazione per presunte violazioni della normativa antitrust in materia di determinazione dell’entità dei risarcimenti per danni a cose. L’istruttoria dell’AGCM, si legge nella nota stampa dell’associazione – che ha preso l’avvio un anno e mezzo fa, aveva come oggetto l’accordo ANIA/Organizzazioni dei Periti automobilistici per la determinazione delle tariffe di questi professionisti, quando essi lavorano per le imprese di assicurazione. Si trattava in sostanza di un accordo nazionale di lavoro, non diverso da tanti altri, peraltro previsto da una legge (n.166/1992) che, una volta entrata in vigore, doveva essere necessariamente rispettata dai destinatari.

L’ANIA e le associazioni peritali sono state dunque sanzionate per aver ottemperato ad un obbligo di legge. Peraltro, in caso di mancato accordo, la legge prevedeva che le tariffe fossero fissate dai pubblici poteri, con il rischio di ulteriori lievitazioni dei costi.
Sul piano generale, ci sfugge la logica di fondo sottesa all’intero ragionamento dell’AGCM: quasi che l’ANIA avesse interesse a mantenere alto il costo dei risarcimenti !! La verità è che, ovviamente, l’ANIA ha sempre cercato in tutti i modi di contribuire a tenere sotto controllo il costo dei risarcimenti perché questo è nell’interesse delle imprese e perché solo in questo modo è possibile contenere la dinamica dei prezzi delle polizze.

A questo scopo era stato concepito, nell’ormai lontano 1992, anche l’accordo con i carrozzieri, tendente a fissare i tempi di riparazione dei veicoli e il relativo costo orario, accordo che, a giudizio dell’Autorità, continuerebbe tuttora ad esercitare i suoi effetti sul mercato. Quando, nel 2003, al termine di un’apposita indagine conoscitiva, l’AGCM espresse dei semplici dubbi sull’utilità dell’accordo con i carrozzieri, l’ANIA, senza esservi tenuta, disdettò l’accordo stesso, pur nella consapevolezza, divenuta poi realtà, che ciò avrebbe portato ad una crescita dei costi di riparazione dei veicoli. E’ ovvio, infatti, che in assenza di strumenti di riferimento oggettivi e generalizzati per la determinazione del costo delle riparazioni, ogni carrozziere, insindacabilmente scelto dal danneggiato, è libero di fissare i prezzi che vuole senza che gli assicuratori possano opporvisi, essendo essi obbligati, per legge, a provvedere al risarcimento integrale dei danni. In queste condizioni, non si capisce quale concorrenza possa instaurarsi fra i carrozzieri e fra gli assicuratori, mentre è evidente che l’assenza di parametri oggettivi per la valutazione dei costi non può che tradursi in un aumento del contenzioso con i danneggiati.

Dopo la disdetta dell’accordo con i carrozzieri, l’ANIA precisa che decise di cedere a terzi il restante complesso di queste attività; il cessionario è stato scelto tra i soggetti che più professionalmente e in piena indipendenza di giudizio si occupano dei problemi del mercato automobilistico. Si tratta dell’editoriale DOMUS, editore della rivista Quattroruote, da sempre impegnata a tutela degli automobilisti e spesso in polemica col mondo assicurativo. Riteniamo che questa cessione di attività, perfezionata prima che fosse aperta l’istruttoria, non sia stata adeguatamente considerata dall’AGCM.

Ci sembra comunque necessario sottolineare – conclude l’ANIA – che né la Commissione Europea né le altre Autorità antitrust nazionali hanno mai contestato analoghe attività svolte dagli assicuratori europei finalizzate a dare obiettività e certezza ai processi di liquidazione dei sinistri, con vantaggio per i consumatori. "Non resta, conclude il Presidente Cerchiai, che affidarsi al controllo di legittimità del provvedimento da parte dell’Autorità giudiziaria, convinti che in quella sede sarà possibile ricostruire serenamente l’intera vicenda e far venire alla luce i vizi formali e sostanziali che inficiano la decisione dell’AGCM".

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