Le sedi locali del Movimento Difesa del Cittadino hanno presentato, in questi giorni, diversi ricorsi tesi all’annullamento di alcune multe per eccesso di velocità accertate con gli autovelox. I legali dell’associazione hanno notato che i Giudici di Pace aditi hanno valutato diversamente i ricorsi, pur in presenza degli stessi motivi di doglianza. Ciò – secondo Alessandro Patrizi, legale della sede Roma est di MDC – non sembra garantire una giustizia equa a tutti gli utenti della strada".

E’ quanto accaduto a Roma e a Lecce dove i Giudici di Pace investiti della controversia hanno, nel primo caso, respinto i motivi del ricorso per accettarli nel secondo. Come è possibile si chiedono i legali dell’associazione: " se esiste un limite questo va rispettato, è la legge, e la legge deve essere rispettata, da tutti. Così come il cittadino deve rispettare la legge, anche lo Stato è tenuto a farlo".

Di seguito riportiamo i due motivi dedotti da entrambe le parti:

  • mancanza dell’emanazione del Decreto da parte del Prefetto, che prevedeva, ai sensi l’art. 4 L. 168/2002 (disciplina dell’attività di controllo, anche remota, del traffico), che gli agenti accertatori, in assenza di autorizzazione prefettizia, nelle strade di cui all’art. 4, comma 2 L. 168/02, devono contestare immediatamente l’infrazione, quindi l’installazione degli Autovelox dev’essere autorizzata dal Prefetto e non può essere più a discrezione dei Comuni o dei Vigili Urbani;
  • e ancora, altro motivo, che tutte le apparecchiature non sono validamente tarate e certificate dai centri SIT, così come previsto dalle normative Nazionali (Legge 273/91) ed Internazionali (UNI EN 30012) in materia di Taratura degli Strumenti di Misura; ed infatti ad oggi, in base a quanto stabilito dalla Legge 273/91, tutti gli strumenti a componente metrica devono essere accompagnati da un certificato di taratura rilasciato da appositi istituti riconosciuti a livello nazionale, in Italia questi istituti preposti non esistono! (infatti il Ministero delle Infrastrutture sta provvedendo ad istituire i SIT, Servizi Italiani di Taratura). Se non è stato tarato, non è possibile verificarne il corretto funzionamento e l’accusa viene a decadere.

"Non sarà un sistema – conclude Alessandro Patrizi – adottato dal Comune di Roma per fare cassa, a danno delle tasche dei già super-tassati automobilisti? Basti pensare che ogni apparecchio installato, spesso in violazione del Codice della Strada, rende da 750.000 ad 1 milione di Euro l’anno, garantendo fiorenti entrate, a seconda dei Comuni, tra il 10 ed il 30 per cento del bilancio".


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