"L’Abi non organizza cartelli sui prezzi dei prodotti e dei servizi e tutte le accuse in questo senso vanno respinte come infondate e diffamatorie. A dimostrarlo è la grande varietà di prodotti e servizi, e soprattutto dei relativi prezzi, che ogni giorno i clienti trovano allo sportello, su internet o via telefono per gestire il proprio denaro". L’Associazione bancaria italiana respinge così le accuse sull’aumento dei tassi di interesse e il meccanismo di modifica delle condizioni contrattuali.

Quanto all’aumento dei tassi di interesse, l’Abi ribadisce che "le banche sono il canale di trasmissione della politica monetaria e quindi gli aumenti sono la normale e naturale conseguenza dell’indicazione data in questo senso dalla Banca centrale europea. Il ritocco dei tassi di interesse, inoltre, sta avvenendo con tempi e modalità del tutto differenti da banca a banca, ad ulteriore testimonianza della forte concorrenza che contraddistingue il settore". Mentre, per quanto riguarda la modifica delle condizioni contrattuali, l’associazione ricorda che "le banche rispettano la procedura prevista dalla legge, che prevede la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’invio dell’informazione al cliente con il primo estratto conto successivo, con la possibilità di recedere alle vecchie condizioni".

Accuse così "pretestuose e palesemente infondate – conclude l’Abi – sono dunque null’altro che diffamazioni, il cui unico risultato è allarmare e confondere quei cittadini che si pretende di rappresentare o tutelare".

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