Si è tenuto oggi presso Palazzo Altieri a Roma il Convegno "La Riforma degli incentivi e la strategia 2007-2013 per valorizzare l’impatto degli operatori finanziari sullo sviluppo regionale", incentrato sull’analisi del rilancio della competitività delle imprese italiane, con investimenti in ricerca e tecnologia. Il dibattito, organizzato dall’ABI in collaborazione con il Ministero dell’Economia, del MAP e del MIUR, ha fatto il punto della situazione economia del nostro Paese, che negli ultimi anni ha perso quote rilevanti di mercato.

"Lo sviluppo dell’Italia – ha affermato il Direttore Generale dell’Abi Giuseppe Zarda – è attualmente allo 0,9% (inferiore alla media europea), ed il rallentamento dell’economia si affianca all’andamento decrescente degli aiuti pubblici, nazionali ed europei, alle imprese. In questo quadro tuttavia le banche hanno continuato la loro attività di finanziamento al settore economico".

La riforma degli incentivi pubblici alle imprese, attuata con la L.311/2004 e il L.80/2005, ha come obiettivo quello di riavviare lo sviluppo economico con il coinvolgimento attivo delle banche e l’istituzione di un fondo rotativo. Secondo il nuovo meccanismo il contributo a fondo perduto verrà gradualmente ridotto, ricorrendo a un finanziamento con capitale di credito composto da: prestito agevolato da parte della Cassa Depositi e Prestiti; finanziamento bancario ordinario, erogato a condizioni liberamente concordate dalle parti. Secondo il Direttore Generale della Cassa Depositi e Prestiti Antonino Turicchi, il passaggio ad una combinazione contributi a fondo perduto e prestito agevolato "consente di favorire l’inserimento dei finanziamenti bancari e massimizzare le risorse da investire". Il legislatore ha inteso limitare l’intervento diretto della P.A. alla fasi di definizione dei criteri di funzionamento e selezione dei progetti da agevolare, lasciando istruttoria e gestione a soggetti esterni, con il ricorso a banche appositamente convenzionate; mentre l’erogazione del finanziamento ordinario può essere effettuata dalla Banca scelta dal beneficiario secondo i dettami del libero mercato.

"La riforma – ha dichiarato Massimo Goti Coordinamento incentivi alle Imprese del MAP– consente alle banche di riappropriarsi del loro ruolo naturale, ossia la selezione dei progetti industriali sulla base dell’innovazione e dei profitti attesi; il sistema creditizio ha in tal modo un ruolo attivo. In Italia però i finanziamenti sono in prevalenza a medio termine, coperti da ampie garanzie prescindendo spesso da valutazioni di sviluppo tecnologico". Il MAP afferma la propria intenzione di attuare politiche per il sostegno a settori di elevata innovazione, per l’accrescimento della competitività dei settori tradizionali, per l’attuazione di programmi integrati di sviluppo industriale. Ciò richiede la collaborazione con regioni ed enti locali.

Luciano Criscuoli del MIUR sostiene che gli incentivi debbano rispondere al conseguimento di obiettivi. Ma affidare la decisione a valutazioni di tipo bancario non è sufficiente: "Un grande progetto di ricerca – ha sottolineato Criscuoli – richiede valutazione ed integrazione pubblico/privato. Il merito creditizio consentirà alle piccole e medie imprese, su cui si regge l’economia italiana, di entrare nel mercato? Non bisogna abbandonare i finanziamenti a fondo perduto; lo Stato deve assumersi l’onere di finanziare progetti ad alto rischio".

Pur in un’economia globale, occorre – secondo Dell’Erba, Presidente di ICCREA Banca – "porre attenzione alla realtà locale, facendo partire lo sviluppo dal basso. Servono metodi elaborati sul campo, che siano inclusivi e coinvolgenti. In tale senso si inserisce il ruolo delle banche locali, vicine al mondo imprenditoriale del territorio".

Una particolare critica è venuta da Bellotti, Vice Presidente di Confindustria, secondo cui "il vero obiettivo pare essere la razionalizzazione dei conti pubblici piuttosto che una vera riforma industriale. La normativa dovrebbe mirare a: interventi mirati su innovazione e ricerca; semplificazione di regole e procedure di accesso; verifica dell’efficacia degli incentivi; tempi certi per le imprese".

 

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