"Le banche italiane stanno compiendo da tempo un grande sforzo di cambiamento e portando avanti iniziative concrete di autoregolamentazione per rafforzare ulteriormente il rapporto di fiducia e trasparenza con i risparmiatori. L’obiettivo è rendere i clienti sempre più consapevoli e attivi nelle loro scelte di investimento". Lo ha detto il Direttore generale dell’Abi, Giuseppe Zadra, oggi a Trento, in un incontro con le banche operanti sul territorio, insieme al Presidente della Commissione regionale dell’Abi per la Provincia autonoma di Trento, Diego Schelfi, l’esperto giuridico Abi, Fabrizio Maimeri, e il Professor Roberto Tamburini dell’Università di Trento, per fare il punto sul progetto di riforma ancora in discussione in Parlamento che secondo Zadra "rappresenta un’occasione da non perdere per arrivare a soluzioni chiare per investitori, mercati e operatori, proprio per contribuire a facilitare questo percorso di chiarezza. Sarebbe un errore lasciar passare questa legislatura senza risultati concreti e condivisi".

Nel corso dell’incontro si è parlato di trasparenza, fiducia e consapevolezza nei rapporti tra banche e cittadini, partendo dagli impegni del legislatore: "Il rapporto tra banca e cliente è fondato proprio su un alto livello di trasparenza – ha dichiarato il Direttore generale dell’Abi, Giuseppe Zadra – che non è solo un fatto regolato per legge ma una scelta competitiva delle banche per misurarsi e crescere sul piano della concorrenza".

Uno dei nodi che le imprese bancarie hanno chiesto di sciogliere alle istituzioni è quello dell’informazione societaria, che deve essere ancora più sicura e trasparente, ribadendo quindi la necessità di non lasciare a metà un messaggio di chiarezza da lanciare al Paese che ha bisogno della garanzia di un corpo di regole certe per il corretto funzionamento dei mercati e dei sistemi finanziari. Sta mancando il tempo, secondo Zadra, per arrivare a soluzioni condivise. Per primo garantire la sicurezza dei dati per agevolare le banche nell’opera di assistenza e di supporto verso i risparmiatori. In secondo luogo, la riforma della governance di Banca d’Italia deve assicurare l’indipendenza di Via Nazionale che è un valore fondamentale: "Consideriamo inaccettabile – ha ricordato il Direttore generale dell’Abi – qualunque provvedimento che non tuteli l’assoluta autonomia dell’Istituto Centrale, soprattutto dal rischio di vincoli di tipo politico".

"In un contesto in cui alcuni eventi finanziari hanno rischiato di compromettere il rapporto di fiducia che lega banche e clienti – ha aggiunto Diego Schelfi, Presidente della Commissione regionale per l’Abi per la Provincia autonoma di Trento – è importante impegnarsi per rafforzare questo legame attraverso azioni concrete, per le quali anche il legislatore può aiutarci in modo coerente. In questo modo le banche potranno continuare ad essere percepite a pieno titolo come socialmente responsabili del rapporto con il cliente e la comunità".

In Trentino operano complessivamente 75 banche che, attraverso una rete di 519 sportelli, servono 191 dei 223 comuni della provincia. Secondo i dati più recenti relativi al 2004 nella provincia autonoma di Trento gli impieghi, pari a 13,4 miliardi di euro hanno registrato una crescita dell’14,2%, sensibilmente superiore rispetto alla media nazionale. Di questi 4,6 miliardi di euro sono stati destinati alle famiglie (+12,8% di incremento annuo) e 7,9 miliardi di euro alle imprese (+15%). Per le famiglie si è registrato un incremento particolarmente sostenuto per i crediti destinati all’acquisto di immobili (+15,2%) e quelli destinati al credito al consumo (+15,8%).

 

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