L’Ufficio studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre (CGIA) ha individuato lo "scoperto" medio nazionale nel 2004: 86.097 euro sarebbe la cifra che mediamente persone e imprese dovrebbero agli istituti di credito del Paese. Alto, dunque, il numero di coloro che si trovano in una condizione di insolvenza nei confronti delle banche e che sono stati segnalati alla Centrale dei Rischi, non essendo riusciti a "rientrare" con il prestito nei tempi concordati.

Rispetto al 2001, il dato medio nazionale è aumentato complessivamente del 3,16%, passando dagli 80.634 euro agli attuali 86.097 euro. Di conseguenza, sono aumentate anche le garanzie reali richieste dalle banche ai propri debitori per coprire il prestito attestandosi attorno al 27,32 %.

La tendenza nazionale rispecchia la situazione di gran parte delle regioni italiane: in cima alla classifica degli "scoperti" più alti il Lazio (125.400 euro), seguito dall’Emilia Romagna (125.044 euro), dalla Lombardia (103.768 euro) e dal Molise (96.607 euro). I più "corretti" nei confronti delle loro banche sono gli operatori del Piemonte con 61.505 euro per affidato, seguito dalla Sicilia (61.974 euro), e dal Friuli Venezia Giulia (60.664 euro).

Analizzando, invece, l’incidenza percentuale delle garanzie reali richieste dalle banche ai propri debitori, secondo il CGIA i più penalizzati sono gli operatori del Trentino Alto Adige visto che gli istituti di credito chiedono garanzie reali pari al 43,09% del prestito elargito, l’Umbria (36,39 %) e la Valle d’Aosta (34,52%). L’ultima l’Emilia- Romagna (17,40 %).

"Questi dati – ha commentato Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – sono importanti perchè ci dimostrano che la situazione di difficoltà economica ha inciso anche sugli operatori, peggiorandone l’affidabilità. Prova ne sia che le banche hanno continuato ad alzare le garanzie reali richieste ai propri debitori".


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