L’Adoc ha reso noto di aver chiesto all’Eni un tavolo di confronto che dovrebbe servire per individuare ”delle sinergie che consentano ai consumatori di trovare riferimenti nuovi e solidi per costruire una politica tesa al risparmio delle famiglie ed al rilancio economico”.

Il dialogo con l’Eni è motivato dal fatto che – secondo l’Adoc – ”gli ultimi aumenti del petrolio, dei carburanti e dell’energia in generale pongono l’esigenza di gestire quella che presto diventera’ una vera e propria emergenza su piu’ fronti: quello dei consumi energetici, delle politiche economiche, dei trasporti”.

Secondo l’Adoc il Presidente dell’Unione petrolifera -Pasquale De Vita- anziché affrontare seriamente la questione energetica, tende a giustificare una politica dei prezzi che scarica ogni tensione internazionale sullo Stato e sulle tasche dei contribuenti.
"E’ vero – commenta il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri – che si avverte la necessità di rivedere la struttura delle accise, ma il caro benzina è un problema di interesse immediato e rilevante da affrontare al più presto con le compagnie petrolifere. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di lanciare un appello alla nuova dirigenza dell’Eni, affinché si faccia promotrice di un tavolo che affronti senza reciproche pregiudiziali i problemi della politica energetica, non trascurando aspetti importanti quali i costi per le famiglie delle nuove ondate di aumenti del prezzo del greggio al barile che potrebbero costare fino a 500 euro a nucleo familiare."


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