"E’ incomprensibile che l’INAIL continui a registrare rilevanti avanzi economici, mentre è in costante calo il livello di tutela garantito alle vittime di infortuni sul lavoro o di malattie professionali", afferma Pietro Mercandelli, Presidente dell’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi del Lavoro (ANMIL onlus) con riferimento al bilancio di previsione per il 2005 approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto.

"Negli ultimi cinque anni – sottolinea Mercandelli – la spesa per rendite permanenti ai lavoratori vittime di infortuni è calata in termini reali di 284 milioni di euro (-6,3%) e non certo a causa del presunto calo degli incidenti, tant’è che nello stesso periodo la spesa per indennità temporanee (prestazioni provvisorie che scattano automaticamente dopo il terzo giorno di assenza dal lavoro di chi abbia subito un infortunio) risultano nel 2005 superiori al 1999 (+132 milioni di euro) facendo registrare un aumento dei beneficiari (+35.739)".
"All’interno dell’INAIL – evidenzia il Presidente dell’ANMIL – si sta già lavorando per abbassare i premi assicurativi pagati dalle aziende, una misura che non respingiamo a priori, ma che non può realizzarsi con soldi risparmiati sulle prestazioni destinati alle vittime degli incidenti sul lavoro ed i 500.000 infortunati iscritti all’ANMIL non intendono accettare passivamente che le disponibilità di bilancio accumulate dall’INAIL anche con la riduzione delle prestazioni, siano destinate in un’unica direzione".

"Nonostante gli svariati confronti avuti dall’ANMIL con il Ministro Maroni negli ultimi mesi e la disponibilità dallo stesso assicurata all’Associazione – si legge nel comunicato stampa – la legislatura si avvia al termine lasciando immutati tutti i nodi sulla sicurezza sul lavoro e i problemi degli infortunati, per risolvere i quali non sussisterebbero infatti nemmeno i problemi di copertura economica.Eppure , nei 12 mesi compresi tra l’aprile 2004 ed il marzo 2005, il dato totale delle morti sul lavoro cresce, purtroppo, dell’1,13%, con un aumento da 1.326 a 1.341 morti ed in particolare nell’agricoltura si è registrato un aumento del 29,13% dei casi mortali, passati da 127 a 164. Dati negativi giungono anche dal settore delle malattie professionali che aumentano del 5,04% nel periodo sopra indicato, con un peggioramento più grave sempre in agricoltura (+5,94) rispetto all’industria, commercio e servizi (+4,93). In totale le malattie professionali passano, nei 12 mesi considerati, da 7.168 a 7.529".

"Per ottenere che si tenga fede alle promesse fatte e vergognosamente rinviate sine die – conclude Mercandelli – stiamo protestando dal 18 maggio sotto la sede del Ministero del Lavoro di via Veneto a Roma e ci apprestiamo ad allargare la protesta a tutte le province d’Italia, con iniziative presso le sedi dell’INAIL e dei partiti politici".


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