"Su tutti gli alimenti biologici deve figurare obbligatoriamente il marchio comunitario, mentre è assurdo che venga alzata la contaminazione accidentale da Ogm da 0,1 a 0,9 per cento, al pari degli altri prodotti agroalimentari". Così la Cia (Confederazione italiana agricoltori) commenta la proposta per un nuovo regolamento sulla produzione biologica adottata dalla Commissione Europea lo scorso 21 dicembre.

La proposta prevede che un prodotto biologico per poter essere etichettato come tale, il prodotto finito deve essere biologico almeno al 95%. Non potranno recare il marchio biologico i prodotti contenenti OGM, salvo in percentuale non superiore allo 0,9%. Per la Cia "con la proposta comunitaria il biologico, infatti, viene ricondotto in un nuovo quadro giuridico che ne definisce tutti gli aspetti, da quelli produttivi a quelli della trasformazione, della commercializzazione, dell’etichettatura, del controllo, dell’importazione e dell’esportazione".

Secondo gli agricoltori, a destare molta perplessità è proprio l’innalzamento della soglia di tolleranza da Ogm. Mentre si ribadisce il grande valore che il biologico ha per l’ambiente, per il suolo, l’acqua e l’aria, stabilisce, infatti, senza alcuna coerenza, che, sebbene il biologico debba essere ottenuto senza l’uso, in qualunque fase, di Organismi geneticamente modificati, la contaminazione accidentale è consentita, al pari degli altri prodotti, fino allo 0,9 per cento. In questo modo è stata praticamente ignorata la richiesta unanime da parte dell’ Italia e della stragrande maggioranza dei paesi europei, di un limite massimo di contaminazione che per il biologico non deve superare lo 0,1 per cento.

Dalla critica si passa alle proposte. In particolare, la Cia sollecita "un marchio obbligatorio dell’Ue che garantisca il prodotto e permetta ai consumatori di fare una scelta oculata. La proposta della Commissione di Bruxelles si limita, invece, a stabilire che il logo comunitario deve comparire su tutti gli alimenti biologici, ma senza che sia imposta l’obbligatorietà. E questo fa inevitabilmente nascere confusione tra i consumatori".

Infine, la proposta Ue sul sistema di controllo -rileva ancora la confederazione- apre la porta alla semplificazione. Tuttavia, non è quello che si sperava. La Commissione non ha raccolto la richiesta -più volte formulata dalla Cia e dalla sua associazione biologica, l’Anabio- di regolamentare in maniera estremamente semplificata, anche negli adempimenti, il controllo nelle piccole aziende e in quelle che fanno solo vendite dirette al consumatore.

 

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)