Il Consiglio dei Ministri ha oggi approvato il disegno di legge in materia di produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico che completa il quadro legislativo nazionale di riferimento del settore costituito dal decreto legislativo attuativo (n. 220/1995). del regolamento relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e derrate alimentari (reg. Cee n. 2092/1991). Il ministro delle politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, ha positivamente accolto l’approvazione del provvedimento da parte del Consiglio sottolineando come il via libera di oggi sia "un importante segnale per migliorare e ottimizzare lo sviluppo e la competitività delle numerose imprese presenti nel nostro Paese".

Il provvedimento prevede un sistema di concertazione permanente tra il Mipaf (ministero politiche agricole e forestali) e le Regioni, la possibilità di organizzazione a base territoriale e di "distretto" delle imprese, la semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico degli operatori, l’adeguamento della normativa in materia di organizzazioni dei produttori e di accordi di tipo interprofessionale per favorire il miglioramento dell’organizzazione economica del settore dell’agricoltura biologica.

Il disegno di legge consente inoltre di adeguare la normativa e le disposizioni sull’etichettatura e sulla promozione dei prodotti biologici, definendo anche apposite norme di attuazione della legislazione europea e nazionale (in particolare per i comparti zootecnico, sementiero, del vino e dei fertilizzanti) e prevedendo la creazione di un logo nazionale. L’obiettivo è anche quello di mettere a punto degli strumenti per il coordinamento e l’organizzazione delle attività di promozione dei prodotti dell’agricoltura biologica, in modo da assicurare, in raccordo con le Regioni, la partecipazione degli operatori interessati, con l’obiettivo di favorire la diffusione di tali prodotti sui mercati internazionali.

Secondo Coldiretti il provvedimento esaminato dal Consiglio dei Ministri richiede tempi di approvazione troppo lunghi rispetto alla situazione di difficoltà che sta attraversando il biologico italiano. "Di fronte al calo delle aziende coinvolte dalle oltre 60.000 unità del 2002 alle attuali 50.000 l’apprezzabile volontà politica deve essere accompagnata – sottolinea la Coldiretti – con strumenti efficaci e immediati di intervent. Peraltro, dal punto di vista dei contenuti, è particolarmente positivo l’obiettivo di istituire un marchio per rendere riconoscibile il biologico nazionale anche se le maglie larghe rischiano di vanificare l’intento di qualificazione del prodotto".


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