L’Italia ha recepito la direttiva europea in materia di protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche (98/44/CE) con un decreto legge (DL10 gennaio 2006, n. 3) oggi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Nel giugno 2005 la Corte di giustizia dell’Unione europea aveva emesso nei confronti del nostro Paese una sentenza per inadempimento dell’obbligo di recepimento entro il 30 giugno 2000 della direttiva.

Secondo il decreto si possono brevettare un materiale biologico, isolato dal suo ambiente naturale o prodotto tramite un procedimento tecnico; un procedimento tecnico attraverso il quale viene prodotto, lavorato o impiegato materiale biologico; qualsiasi applicazione nuova di un materiale biologico o di un procedimento tecnico gia’ brevettato; un’invenzione relativa ad un elemento isolato dal corpo umano o diversamente prodotto, mediante un procedimento tecnico, anche se la sua struttura e’ identica a quella di un elemento naturale, a condizione che la sua funzione e applicazione industriale siano concretamente indicate, descritte e specificatamente rivendicate; un’invenzione riguardante piante o animali ovvero un insieme vegetale.

La norma vieta invece di brevettare il corpo umano, sin dal momento del concepimento, nonche’ la scoperta di uno degli elementi del corpo stesso; i metodi per il trattamento chirurgico o terapeutico e di diagnosi del corpo umano o animale; le invenzioni il cui sfruttamento commerciale e’ contrario alla dignita’ umana; una semplice sequenza di DNA, una sequenza parziale di un gene; le varieta’ vegetali e le razze animali; le nuove varieta’ vegetali e ogni procedimento tecnico che utilizzi cellule embrionali umane.

Clicca qui per scaricare il decreto legge 10 gennaio 2006, n.3.

Clicca qui per scaricare la direttiva 98/44/CE.

 

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