La Banca CARIGE – Cassa di Risparmio di Genova e Imperia – è stata condannata a restituire oltre 230mila Euro ad un gruppo di 25 risparmiatori che avevano acquistato i titoli Parmalat nel 2000. Lo rendono noto lo "Sportello del Consumatore" della regione Liguria e il Comitato "San Giorgio", specializzato nella difesa dei piccoli investitori, precisando che il Tribunale di Genova ha depositato la sentenza nella causa collettiva (la prima in Italia) promossa in favore degli obbligazionisti Parmalat.

Per la prima volta in Italia – esulta Patrizia Francalanci, presidente dello "Sportello del Consumatore" – due associazioni locali hanno direttamente promosso e portato alla vittoria un nutrito gruppo di risparmiatori sfruttando la propria rappresentatività sul territorio.

E’ un risultato che si colloca a pieno diritto fra le pietre miliari della storia del consumerismo nazionale – prosegue Francalanci – e dimostra come le competenze tecniche maturate in anni di battaglie in favore dei cittadini possano permettere di avere la meglio anche su avversari dell’importanza di Banca CARIGE.

Vale la pena sottolineare – dichiara Silvio Eric Mele, presidente del Comitato "San Giorgio" – che nessuno fino ad oggi aveva avuto il coraggio di contestare davanti ad un giudice l’acquisto di obbligazioni Parmalat, poichè le banche hanno sempre propagandato la natura "sicura" e inattaccabile di questi titoli, arrivando pure a sostenere di essere loro stesse "vittime" di Tanzi al pari dei semplici risparmiatori, una tesi assurda per noi inaccettabile.

La sentenza ha punito l’atteggiamento presuntuoso mostrato dalla CARIGE sin dal primo giorno della vertenza – aggiunge Mele – quando ha rifiutato di aprire con le nostre organizzazioni un tavolo di conciliazione, manifestando fastidio e disprezzo per i clienti che avevano "osato" citare la banca in giudizio.

Il risultato è "storico" anche sotto il profilo giuridico – precisa Stefano Vignolo che ha patrocinato la vittoriosa causa collettiva – in quanto siamo riusciti a dimostrare, per la prima volta in Italia, che le obbligazioni olandesi della Parmalat erano prodotti finanziari rischiosi, non vendibili "alla leggera", fissando un principio generale utilizzabile da tutti i risparmiatori coinvolti nella vicenda.

Il Tribunale di Genova ha correttamente riconosciuto che la banca non è un venditore come tutti gli altri – prosegue il legale – poiché opera sul mercato in qualità di professionista finanziario, tenuto pertanto ad una particolare diligenza nell’ottica della protezione del consumatore, soggetto debole tutelato da norme europee inderogabili.

Ma la battaglia non è certo finita qui – concludono i presidenti delle due associazioni – Mentre il dibattito sulla legge di riforma del risparmio langue in Parlamento, e le altre associazioni di consumatori sono rimaste ferme, spesso limitandosi alle parole, lo "Sportello del Consumatore" e il "Comitato San Giorgio" hanno già presentato in Tribunale numerose citazioni contro le maggiori banche nazionali in difesa di altre centinaia di risparmiatori.


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