La decisione della Fipe di revocare lo sciopero dei buoni pasto "é una decisione saggia, vantaggiosa per i consumatori ma soprattutto per gli stessi esercenti, che già iniziavano a sentirne gli effetti negativi in termini di vendite". Questo il commento dell’Adoc secondo cui circa il 36% di chi ha l’abitudine di utilizzare i buoni pasto, si è organizzato in questi ultimi giorni portandosi il pranzo da casa. L’agitazione – fa sapere l’associazione dei consumatori in una nota – ha innescato "il confronto tra coloro che accettavano i ticket, aumentando le vendite, e coloro che mantenevano il punto, a scapito dei guadagni". Allo sciopero comunque ha aderito solo il 45%del totale. L’Adoc si augura ora che venga aperto un tavolo che faccia chiarezza una volta per tutte su questa vicenda. "Il ministro Scajola, che si è impegnato a risolvere la questione, – ha concluso poi l’associazione – dovrà innanzitutto coinvolgere tutte e quattro le categorie protagoniste di questo parapiglia (aziende, società emettenti i buoni pasto, consumatori ed esercenti). Le regole dovranno essere chiare, altrimenti, come in tanti altri casi, il rischio è che a pagarne le conseguenze siano ancora una volta i consumatori".


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