Toghe fuori dalla giustizia sportiva. A deciderlo il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). A spingere il Csm sulla strada dell’intransigenza – spiega il documento approvato – sono state le "gravi vicende emerse nel settore del calcio"; fatti che hanno posto "l’esigenza di evitare pericoli di appannamento dell’immagine dei valori di indipendenza e imparzialità, sia con riferimento ai singoli magistrati beneficiari di incarichi sportivi, sia, più in generale, con riferimento all’ordine giudiziario nel suo complesso". Il Csm esclude che la propria iniziativa possa pregiudicare "la celere definizione dei procedimenti di giustizia sportiva: presso gli organi di primo grado delle diverse federazioni operano numerosi giudici sportivi, la gran parte dei quali non magistrati ordinari, che potranno sostituire questi ultimi in tempi brevissimi, in considerazione della procedura di nomina estremamente agile prevista dagli statuti e dai relativi codici di giustizia sportiva".

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