"Ci costituiremo parte civile contro i "furbetti" del calcio chiedendo il risarcimento simbolico di 1 cents per ogni italiano da destinare alle politiche sportive rivolte ai giovani". Con queste parole Antonio Longo Presidente del Movimento Difesa del Cittadino, intervenendo al Convegno, organizzato a Roma dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione, "Il Pallone rubato. La comunicazione prima e dopo lo scandalo" ha lanciato la battaglia dell’Associazione aprendo una strada per il risarcimento dell’Italia del pallone.

"Nuove regole su società quotate in borsa e diritti televisivi" gli ha fatto eco Giovanni Lolli, neo Sottosegretario al Ministero delle politiche giovanili e attività sportive. "Bisogna agire sul sistema dei controlli perché non è possibile che i controllori siano scelti dai controllati. La FICG non può scegliere chi lavora in COVISOC" E ancora: "idem per i giudici sportivi scelti sempre dalla Federazione; idem per gli arbitri per i quali forse va costituito un organismo indipendente".

All’interessante dibattito organizzato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università "La Sapienza" in collaborazione con l’associazione dei consumatori sono intervenuti autorevoli esponenti della politica e del giornalismo sportivo per avviare una riflessione sul comportamento dei comunicatori di fronte allo scandalo che vede protagonisti Moggi & Co.

"Per anni questa situazione è andata avanti senza che nessuno la denunciasse, spiega Mario Morcellini, Preside delle Facoltà, quindi le condizioni perché venisse denunciato lo scandalo c’erano anche prima, è successo qualcosa per cui evidentemente si è interrotto il regime corrivo, di silenzio e di consenso. Questa crisi ora è un oggetto sotto gli occhi di tutti, quindi diventa un oggetto interessante di osservazione della società italiana, del rapporto tra poteri e società, del rapporto tra poteri e media […] è una lente di ingrandimento delle nostre debolezze culturali ma anche di possibili uscite dalla crisi assolutamente interessanti".

Per il mondo della politica, oltre al Sottosegretario Lolli, ha partecipato Gianni Rivera. L’ex calciatore ora consigliere delegato del sindaco Veltroni per le politiche dello Sport ha chiesto rigore: "Le istituzioni dello sport e non solo hanno messo la testa sotto la sabbia – ha dichiarato -se non gli imputeranno responsabilità dirette avranno responsabilità oggettive. Per cambiare questo calcio malato dal bussines e per il bene dello sport è necessario cambiare le regole e i soggetti istituzionali che vi ruotano. Se è necessario dovranno essere adottati provvedimenti legislativi che abbiano un ampio consenso del Parlamento".

Ed è proprio di ieri la notizia che l’Antitrust ha richiesto norma straordinarie per regolare i contratti dei procuratori. "Anche l’Antitrust arriva solo ora – ha proseguito l’ex campione – . E’ la testimonianza palese dell’inerzia delle istituzioni verso un mondo in cui tutti sapevano ma pochi hanno denunciato".

Concordi anche i giornalisti nel dire che la comunicazione forse poteva fare di più per far uscire prima lo scandalo. Luca Valdiserri, del Corriere della Sera: "Chi era connivente con il sistema ha fatto carriera perché giornali e TV volevano notizie dalle fonti corrotte perché le ritenevano sempre di primo piano. Per cambiare basta con le notizie ad ogni costo".

"Se è vero che i giornalisti devono riflettere su quello che potevano fare – ha dichiarato Alessandro Vocalelli, Direttore del Corriere dello Sport, è altrettanto vero che la politica ha grosse responsabilità. Anni fa era stata istituita una Commissione d’inchiesta parlamentare su questo caso che pur avendo acquisito sufficiente materiale accusatorio non ha prodotto nessun provvedimento".

Riccardo Cucchi, moderatore dell’incontro e giornalista di Radio Rai è stato lapidario: "I giornalisti, per fare bene il loro lavoro, devono stare alla giusta distanza dalle fonti cercando di non costruire rapporti personali che poi possono diventare pericolosi a danno dell’obiettività".

"Ci hanno rubato un sogno – ha concluso Antonio Longo -. Moggi & Co potrebbero forse essere citati per danni morali. Il calcio del 4-3 di Gianni Rivera nel memorabile Italia – Germania del ’70 non esiste più ormai da tempo. Il calcio vero, quello dove un outsider vinceva lo scudetto, è lontano. E’ una mega truffa: per chi ha comprato gli abbonamenti, le azioni delle squadre e per chi ha puntato in legali scommesse. Queste persone a qualcuno dovranno render conto".

 

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