L’Associazione dei Comuni italiani (ANCI) ha espresso oggi, nel corso di una audizione in Commissione Finanze e Tesoro del Senato, la propria contrarietà alla ripresa dell’iter parlamentare del disegno di legge n. 1327 recante "delega al Governo in materia di riordino del sistema catastale". Il dissenso è stato motivato sia dalla mancata coerenza dell’impianto della legge delega con la vigente normativa in materia catastale che dal forte arretramento della stessa rispetto ai principi di decentramento delle funzioni catastali ai Comuni con un ritorno alla gestione ‘centralizzatà dei dati immobiliari sul territorio nazionale. Non solo. Secondo l’ANCI l’impianto della legge delega sembra essere in contrasto anche con la Risoluzione 7-00511 del 22 novembre 2004 della IV Commissione della Camera dei Deputati che impegnava il Governo ad adottare tutti i provvedimenti necessari al decentramento delle funzioni catastali. Nel corso dell’audizione l’ANCI ha anche ricordato che il riconoscimento ai Comuni della gestione del catasto e’ contenuto nell’art. 1, commi 335-336 della legge Finanziaria 2005 (legge n. 311 del 30 dicembre 2004) che disciplinano casi di revisione dei classamenti catastali.

"La nostra disapprovazione è netta e motivata – afferma Fabio Sturani, Sindaco di Ancona e Vicepresidente dell’ANCI – abbiamo sempre sostenuto che i Comuni debbano poter gestire unitariamente non solo il catasto ma anche tutte le materie ad esso riconducibili quali il Registro degli immobili, la Conservatoria, e gli affitti".
"Tutto questo – precisa – non per aumentare la tassazione sugli immobili, ma per gestire unitariamente un intero processo, con la possibilità di effettuare perequazioni che garantiscano maggiore equità".

"I Sindaci infatti – afferma ancora Sturani – conoscono meglio di chiunque altro il territorio del loro Comune; attualmente possono unicamente usare i dati del catasto, mentre se potessero gestirli direttamente potrebbero adottare azioni di recupero dell’evasione che, secondo una recente stima del Cresme, porterebbero nelle casse dei Comuni piu’ di 43 milioni di euro".
"Quella in discussione – aggiunge Flavio Zanonato, Sindaco di Padova e responsabile ANCI della materia – e’ una vera e propria controriforma inaccettabile per i Comuni e contraria ad ogni logica di efficacia ed economicità".

 

 

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)