Chi acquisterà casa nel 2006? Saranno soprattutto coppie di nuova formazione tornate a costituire un gruppo emergente, la famiglia tradizionale che conferma la sua posizione di forza e gli immigrati come outsider, mentre restano sostanzialmente defilati i singles. È il quadro generale che emerge dal rapporto "Il futuro dell’immobiliare" presentato oggi a Roma dal Censis.

L’anteprima della ricerca ha messo in evidenza alcune tendenze di rilievo per quanto riguarda il profilo socio-demografico degli acquirenti e le modalità con cui si svolge l’acquisto di una casa. L’indagine svolta dal Censis si è basata su un campione di persone che, nel 2003/2004, hanno acquistato un’immobile. Sono quattro le dinamiche principali che caratterizzano il settore. Nel mercato residenziale si conferma in primo luogo la centralità della famiglia tradizionale come soggetto protagonista delle compravendite: circa il 64% della domanda complessiva è rappresentata infatti da famiglie con figli. Si è inoltre rilevato il ruolo crescente del "cash" nelle operazione di compravendita: ben il 38% delle abitazioni è stato acquistato esclusivamente in contanti e senza ricorso a nessuna forma di indebitamento.

Le transazioni commerciali e finanziarie tendono alla professionalizzazione dell’intermediazione: diventa sempre più importante il ruolo svolto dalle agenzie immobiliari e dagli istituti di credito. In particolare, è diffuso l’uso delle agenzie immobiliari in occasione della ricerca dell’immobile (pari al 42% delle compravendite) mentre è positiva la percezione degli istituti di credito: nove acquirenti su dieci hanno infatti dichiarato di non aver incontrato nessuna difficoltà nell’accensione del mutuo. Altro fenomeno messo in evidenza dalla ricerca è l’aumento degli standard qualitativi e quantitativi degli immobili: le abitazioni acquistate si aggirano in media intorno ai 105 metri quadrati; il 64% delle case comprate ha un box o un posto auto, il 36% ha un giardino, il 27% ha l’impianto di condizionamento e il 18% è cablato con rete a fibre ottiche.

La principale motivazione dell’acquisto di un immobile è l’uso della struttura in proprio o per un familiare (nell’88% dei casi). Chi vuole comprare casa cerca in media per sette mesi, con punte superiori soprattutto nelle grandi città. Il prezzo medio di acquisto si aggira intorno ai 161.200 euro, con un valore che sale nelle regioni settentrionali (in media 179.200 euro nel Nord-Est) e scende a circa 145.100 euro nelle regioni del Sud. Interessante soprattutto un aspetto finanziario: il 38,3% degli acquisti è avvenuto – afferma il rapporto del Censis – esclusivamente in contanti, senza l’attivazione di alcuna forma di finanziamento.

La fonte di finanziamento primaria per reperire i contanti sono i risparmi (segnalati nel 63,9% degli acquisti) seguiti dalla richiesta di aiuto economico a famiglia e amici (19,6%), e dalle operazioni di permuta attraverso la vendita dell’abitazione o di un altro immobile (rispettivamente all’8,5% e al 16,6%). Secondo il Direttore Generale del Censis Giuseppe Roma, il peso del "cash" può essere collegato al fatto che fra il 2002 e il 2003 è stato rilevato in Italia un aumento della liquidità disponibile, probabilmente legato anche a una crescita dell’evasione fiscale.


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