La Confedilizia ha presentato oggi, in una apposita pubblicazione, i risultati della quotazione del mercato immobiliare dell’ultimo anno. Dall’indagine condotta si rilevano, ogni semestre del 2005, i valori di compravendita degli immobili adibiti ad uso abitativo di 103 province (46 città del Nord, 25 del Centro e 32 del Sud):i valori minimi sono riferiti ad immobili da ristrutturare completamente, mentre i valori massimi sono riferiti ad immobili nuovi e ristrutturati.

Fra i valori massimi di compravendita registrati si segnalano, per le zone centrali, Roma (con una media di 6.000 euro al metro quadro), Milano (5.745 euro mq) e Siena (5.300 euro mq); per le zone semi-centrali, Roma (4.500 euro mq), Milano (4.595 euro mq) e Firenze (3.870 euro mq); per le zone periferiche, Roma (3.600 euro mq), Milano (3.545 euro mq) e Bologna (3.040 euro mq).

Con riferimento alla dislocazione sul territorio nazionale, i prezzi più elevati (nelle zone semi-centrali) sono stati riscontrati al Nord (2.332 euro al metro quadro); seguono il Centro (2.300 euro mq) e il Sud con le isole (1.657 euro mq). Per i valori minimi è invece il Centro a registrare il prezzo medio più alto (1.186 euro mq), seguito dal Nord (1.010 euro mq) e da Sud e isole (830 euro mq).

Le previsioni di Confedilizia appaiono però incoraggianti: ci sarà presto un rallentamento della crescita dei prezzi, anche se persisterebbe, secondo l’associazione dei costruttori, la convenienza a comprare rispetto ad altre forme di investimento che non hanno ancora riconquistato la fiducia dei risparmiatori, e la cui crisi ha provocato il riversarsi sul mercato di una liquidità che è stata, e continua ad essere, gran parte della crescita dei prezzi. Quanto alla redditività, le previsioni di Confedilizia coincidono con quelle di Bankitalia, che hanno registrato su scala nazionale una sensibile diminuzione del rendimento lordo (dal 3,6 del 2002 al 2,89% odierno).

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